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IL COLLEZIONISMO DEI DISCHI IN VINILE LP 33 45 giri

DISCHI IN VINILE: Il COLLEZIONISMO DISCOGRAFICO

Ogni forma d'arte annovera estimatori, appassionati e .collezionisti.

Questi ultimi forse sono l'espressione più elitaria fra gli addetti ai..lavori ,che oltre all'appagamento emotivo e affettivo, hanno la possibilità di entrare in possesso di alcuni pezzi pregiati.

Possiamo anche aggiungere che questa passione ha viaggiato nel corso degli anni a braccetto con la crescita economica, ed è tipica dei paesi occidentali che hanno raggiunto un certo status.

Se da una parte è cresciuta la disponibilità di denaro, dall'altra sono cresciute le quotazioni delle opere stesse per effetto della concorrenza.

Il collezionismo nel corso degli anni ha assunto forme sempre più singolari .I nostri avi collezionavano soldatini di piombi, i nostri genitori francobolli e monete, i nostri figli le sorprese di una nota industria di cioccolato.

Questo ci indica come il collezionismo, derivi direttamente dall'arte a cui si ispira, ed indirettamente all'era in cui viviamo. Con l'avvento della fotografia, si cominciò a collezionare cartoline; oggi le schede telefoniche.

In mezzo a tutte queste ..passioni, ne troviamo una relativamente giovane che ha preso corpo in maniera stabile a partire dalla fine degli anni 70;il collezionismo discografico.

In coincidenza del boom economico degli anni 60, l'industria discografica ha immesso sul mercato vari supporti dando così la possibilità di ascoltare, quando e come, canzoni che prima di allora solo la radio e la televisione consentivano.

Dapprima con copertina forata, per essere sostituita poco dopo da quella fotografica o disegnata.

A sostegno di questa larga diffusione è corsa in aiuto anche l'industria dell'HI-FI (alta fedeltà) che ha immesso sul mercato sempre più perfezionati sistemi di ascolto.IL JUKE-BOXE nei locali, il mangiadischi (vero torturatore di vinile) e giradischi, oltre ad aver diffuso l'ascolto e utilizzo del disco, hanno stimolato socialmente il tempo libero di intere generazioni che si riunivano e si conoscevano all'ascolto dei propri idoli.

Da lì a vent'anni, sull'onda dei nostri ricordi, si è scatenata una forma di ricerca che ha preso forma nel corso degli anni in una vera e propria passione.

I nostri genitori con ELVIS PRESLEY, noi quarantenni con i BEATLES, i nostri figli con M.JACKSON

Ogni generazione ha ed avrà il proprio beniamino da seguire e coltivare attraverso i vari supporti.

La bachelite prima, il vinile poi ed ora la plastica (compact disc) consentono la classificazione e l'archiviazione dei brani musicali.

Ognuno di noi ha un metodo, legato essenzialmente all'artista preferito, stabilito il quale, si passa alla ricerca delle stampe originali. Anche qui, come sulle edizioni librarie, esiste la prima stampa e successiva ristampa datata oltre che sulla copertina (ma non sempre) anche sul vinile tramite incisione. Il numero di catalogo poi definisce il tutto.

Chiaramente, la prima rimane la più ambita per la fedeltà storica. Successivamente, si decide per quale paese si intende sviluppare la raccolta. Per esempio, se il cantante o artista è di lingua inglese, molti preferiscono collezionare dischi stampati in INGHILTERRA. Infine, si decide se collezionare solo i singoli (45 giri) oppure gli LP (Long playng=33 giri) o chi entrambi (storicamente il 45 giri o singolo precede l'album o LP). A sostegno di queste varie scelte o teorie, c'è da aggiungere che ogni disco si avvale di un riferimento non di poco conto: la copertina.

Quest'ultima, oltre a essere una testimonianza storica, si può differenziare per lo stesso articolo, da paese a paese. Lo stesso disco che è stato stampato in ITALIA , in FRANCIA potrebbe avere così la copertina completamente diversa.

Una citazione a parte necessita per quei paesi la cui lingua, ma soprattutto la propria scrittura, si differenzia sostanzialmente. Copertine quindi come quelle del GIAPPONE ed area asiatica ( COREA ecc.) oppure come la GRECIA ed area balcanica ( Russia ecc.) restano molto ambite.

Facendo un salto indietro nel tempo non dobbiamo dimenticare i famosi FLEXY così definiti proprio per la loro caratteristica principale, la flessibilità che unita in pratica all'assenza di peso, consentiva una facile diffusione, sia come gadget promozionale per l'industria, sia come abbinamento a riviste dell'epoca, prima fra tutte

LA SETTIMANA ENIGMISTICA.

L'industria stessa trovò in questo supporto l'accattivante idea di avvicinare i consumatori ai propri prodotti, a volte avvalendosi anche dell'aiuto di personaggi dello spettacolo. I bambini alla fine erano i fruitori principali di tali dischi, dove fiabe e filastrocche la facevano da padrone.

Entrando nell'era della comunicazione,l'immagine stessa (look) ha assunto il principale veicolo per diffondere ed avvicinare psicologicamente il cliente o utente al bene stesso.

Non poteva rimanerne al di fuori l'industria discografica. Pertanto, col passare degli anni, la COPERTINA è quella componente che ha assunto una rilevanza sempre maggiore. Il veicolo principale su cui artisti, fotografi, studi pubblicitari hanno investito i loro sforzi, come lancio dello stesso prodotto e come proprio ritorno di immagine.

Pittori come MARIO SCHIFANO, fumettisti come MANARA, CREPAX e così via hanno legato la loro opera per lunghi periodi a quella del disco.

Negli anni 70 si sentiva l'esigenza culturale, ma soprattutto sociale, della conoscenza di una lingua; ed ecco che le case discografiche abbinavano all'interno delle copertine ai testi in italiano quelli in inglese.

Chi vi scrive non si vergogna affatto nell'ammettere che buona parte del proprio inglese è stato assimilato sia dalle canzoni che dai testi inglesi, anticipando in certo modo i corsi linguistici su disco o cassetta.Oggi l'informatica abbina alle canzoni tracce in CDROM dove è possibile tramite un computer ascoltare e vedere le immagini...

SEGUE >>

A cura di: Antonio de Spirito




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