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L'Impressionismo e l'Età di Van
Gogh
Treviso, Casa dei Carraresi
Dal 9
novembre 2002 al 30 marzo 2003
Ripetitività
e sfruttamento di una fortunata era della pittura stanno ormai
caratterizzando le mostre che si succedono nella Casa
dei Carraresi a Treviso ormai dal 1998, Fondazione Cassamarca e Linea
d?ombra che hanno posto la città in una posizione di assoluto
rilievo sulla scena artistica internazionale con le belle mostre
sull'impressionismo, su Monet, e Van Gogh visto il successo delle precedenti
esposizioni rilanciano a tamburo battente mostre che tendono a ripetersi
nei contenuti e nei protagonisti denunciando scarsa fantasia e forse il
tentativo di speculare su incassi tutt'altro che modesti.
Assistiamo quindi anche nell'arte ad un
fenomeno già noto nel mondo del cinema: quello della serie, ovvero trovato
il filone di successo lo si sfrutta fino alla noia. Altro che serrata
analisi del tempo
impressionista, a noi sembra di assistere ad un puro sfruttamento
commerciale di alcuni tra i suoi protagonisti principali e di quanto
da esso si è venuto sviluppando anche nei decenni successivi.
Viene dunque
adesso ripercorso il tempo che intercorre proprio tra la prima esposizione
impressionista, nel 1874, e l?ultima, l?ottava, del 1886, che già segna un
passaggio fondamentale compiuto, con l?opera di Signac e soprattutto di
Seurat. Quella
mostra venne visitata da Van Gogh e da
questa sua visita prende spunto, nella presente rassegna di Treviso,
proprio ?l?età di Van Gogh?, come recita forzatamente la seconda parte del titolo.
Suddivise in cinque sezioni, sono 150, tra dipinti, sculture e
disegni, le opere presenti a Treviso per
testimoniare la ricchezza assoluta determinata dalla rivoluzione di
un?arte nuova.
Certo la mostra allinea alcuni quadri notevoli, a cominciare da quella
che è una delle icone di tutta l?arte moderna, l?immagine indimenticabile
del Seminatore di Van Gogh.
Ma non è certamente l?unico caso, se si pensa ai nomi che nella mostra
sono compresi: Boudin, Manet, Monet, Cézanne, Renoir, Pissarro, Sisley,
Degas, Caillebotte, Morisot, Cassatt, Guillaumin, Gauguin,
Toulouse-Lautrec, Seurat, Signac, lo stesso Van Gogh, solo per dire dei più noti e
tutti raccolti negli anni felici del loro dipingere. Paesaggi, nature
morte e ritratti: niente è stato trascurato per creare nel modo migliore
il gusto di un?epoca, e un clima, che sono ormai entrati nella leggenda.
Ma auspichiamo che mostre di questo rilievo si indirizzino anche a
rivalutare l'enorme patrimonio di testimonianze che per esempio è stato
prodotto in Italia dalla macchia toscana ben prima degli impressionisti francesi
o dai futuristi che hanno dato il via a tutta l'arte moderna e
non solo a santificare quanto è già visto, esterofilo, conosciuto od alla moda.
Roberto Cioni
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