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Artemotore
Caravaggio e il genio di Roma |
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Anche Roma ha il suo genio Dopo il grande successo di critica e di pubblico ottenuto alla Royal Academy of Arts di Londra, la mostra approda a Roma per presentare circa 170 opere, tra le quali una imponente sequenza di dipinti del Caravaggio. Nella prima edizione è stato messo a fuoco il gusto dell'epoca, con i vari settori d'interesse riferiti a una Roma dove fioriscono una quantità di tendenze: tra esse, la pittura per i privati, i generi artistici come “ la natura morta”, “i ritratti”, “i paesaggi” e “l'arte religiosa”, evidenziando le preferenze dei committenti. Le novità romane apportano un eccezionale nucleo di opere e, segnano un aspetto centrale: del panorama storico e filologico, con l'intento di delineare appieno i contorni dell'esposizione che, illustrando una rivoluzione di stile pittorico, racconta le vicende di una città, Roma, ancora una volta al centro dell'arte europea. Il periodo compreso tra il 1592, quando Caravaggio arriva a Roma, e il 1623, fine del pontificato di Gregorio XV Ludovisi, è una delle più grandi stagioni dell'arte di tutti i tempi, punto di convergenza di artisti italiani tra i quali Caravaggio, Annibale Carracci, Guido Reni e stranieri, come Rubens, Bril, Elsheimer, giunti numerosi a Roma con nuovi stimoli creativi e diverse tendenze a dare inizio alla grandiosa scena artistica di un secolo d'oro. Tra le opere esposte risalta 'La Sacra famiglia con S. Giovannino' (collezione privata Otero Silva di Caracas, Venezuela), forse l'unico dipinto tra quelli conosciuti di Caravaggio a non essere mai stato esposto, e la 'Conversione di Saulo' appartenente alla collezioni privata Odescalchi, raramente esposto.
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