|
Treviso. A cinque anni dalla scomparsa dell’artista, il Museo Bailo propone, dal 9 giugno al 19 agosto, una attenta retrospettiva dedicata a Toni
Benetton, uno tra i maggiori scultori europei del Novecento.
Alle sculture, in mostra, sono affiancati anche i disegni preparatori, opere d’arte a tutti gli effetti e importante documentazione per capire come dall’idea l’artista arrivasse alla realizzazione.
E’ il ferro la "materia" ideale per Benetton, sia che si tratti di realizzare piccole sculture sia che lo plasmi sino a trarne le Grandi Sfere, le Linee generatrici, le Colonne, le Anime, le Forme ogivali o le enormi Townscape, opere che connotano parchi, aree pubbliche, musei e spazi privati di molti Paesi, dall’Europa, agli Stati Uniti al Giappone.
Isolato ed eccentrico nel panorama dell’arte italiana, nonostante i riconoscimenti e le mostre all’estero, soprattutto negli Stati Uniti ed in Inghilterra, per decenni Benetton in Italia venne "rimosso" dalla critica dominante.
Nato nel 1910 a Treviso nel ’42 si diploma all’Istituto d’Arte di Venezia avendo come maestro un altro grande
trevigiano, Arturo Martini; è del ’50 la prima personale a Treviso. Due anni dopo, con l’amico architetto Giovanni
Barbin, realizza il mitico atelier circolare dove, fino al 1967, eseguirà tutti i suoi lavori. Acquistata la settecentesca villa "La
Marignana", lo scultore vi si trasferisce allestendovi l’atelier che, oggi, trasformato in Museo, accoglie molte sue opere.
Nel 1957 una sua scultura ottiene la Medaglia d’Oro alla Triennale di Milano; nel ’60, il linguaggio artistico di Benetton si apre alle "forme plastiche" con cui l’artista opera un raffinato processo di sintesi capace, ad esempio, di cogliere le forme "essenziali" di un animale in movimento. Su sollecitazione di Carlo Scarpa, le sue "sintesi animali e antropomorfe" vanno a popolare il giardino di Casa Salomon a
Solighetto. E’ del ’70, la prima antologica milanese allestita alla Rotonda
Besana; cinque anni dopo gli dedica una grande mostra Treviso e nel 1977, Bologna. Nel 1980 è invitato al Crafts Council di Londra e nel 1985 è a Toronto con una ampia antologica.
Ma è solo nel 1986, alla verde età di 76 anni, che viene invitato alla Biennale di Venezia. Le due opere di notevole mole che vi espone colpiscono di sorpresa i critici, attraggono gli esperti e Benetton ottiene anche in Italia la consacrazione che già all’estero molti gli avevano attestato.
E’ proprio la "presenza" a Treviso de La Grande Sfera del 1975, esposta alla Biennale del 1986, a fungere da occasione per organizzare, al Bailo, una mostra che permette di ripercorrere l’intera vicenda artistica dello scultore trevigiano. L’opera, capolavoro tra i massimi dello scultore, connota con la sua aerea mole la centrale Piazza Altinia.
L’esposizione, diretta da Eugenio Manzato e curata da Giovanni Bianchi, si articola nei quattro temi che connotano la poliedrica e "magica" attività plastica di
Benetton: La figura umana, Gli animali, La natura, Le Strutture.
Ogni tema ha, in mostra, un suo sviluppo e un particolare percorso,
Con le sculture sono esposti numerosi disegni, in gran parte inediti, per esemplificare quel lento e complesso processo che sottende la nascita dell’opera. Sono studi realizzati su carta di fortuna - carta da pacchi, fogli di quaderno - con un segno veloce, talvolta fortemente espressivo (si veda ad esempio la sequenza dedicata ai gatti), per cogliere, nell’immediatezza dell’esecuzione, la suggestione di un istante.
Accanto a questi, in mostra compaiono i progetti analitici delle macrostrutture e dei Townscape accompagnati in margine da calcoli relativi alla statica ed alle proporzioni.
Con questa esposizione si intende sottolineare la vitalità della ricerca di
Benetton, una ricerca che non ha conosciuto soste, perché, come era solito ripetere lo scultore: "un vero artista si ferma solo quando si arresta il cuore".
"MAGICHEFORME: disegni e sculture di Toni Benetton". Treviso, Museo Civico Luigi Bailo (Borgo Cavour 24), dal 9 giugno al 19 agosto 2001
Orari: da martedì a sabato: 9-12 / 14,30 - 17. Domenica: 9 - 12.
Ingresso (comprensivo dell’ingresso al Museo) lire 5 mila; gruppi lire 3 mila; scuole lire 2 mila.
Per informazioni: Museo Civico "L. Bailo" tel. 0422.658442 fax 0422.591337 email: carla.biscaro@comune.treviso.it
|