| biografie - Biography |
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PIER
MONDRIAN
(Amersfoort, 1872 - New York, 1944) |
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Fino al 1911, anno in cui si trasferisce a Parigi, Piet Mondrian (Pieter Cornelis Mondriaan) segue l'impostazione quasi classica dell'arte figurativa della sua epoca. Frequenta l'accademia di Belle Arti ad Amsterdam ed esegue quadri alquanto tradizionali, come alcune nature morte o vedute di paesaggi olandesi. In seguito giunge a una sorta di fauvisme, in cui si ritrova l'influenza di Van Gogh. I soggetti preferiti, nel periodo 1908-09, sono i mulini a vento, gli alberi, le dune e le chiese. La tecnica divisionista che egli adotta in alcune di queste opere gli conferisce nel suo paese natale la fama di artista di avanguardia. Nel 1911, allorché conosce in Olanda opere cubiste di Picasso e di Braque, Mondrian (che per sottolineare maggiormente la sua rottura scrive la sua firma con una sola a) si stabilisce a Parigi, dove rimane fino all'inizio della guerra. Affascinato dal cubismo, dipinge i soggetti che gli sono maggiormente cari - nature morte, alberi - scomponendo geometricamente le forme, tagliandole per mezzo di linee nere. Le tele quasi astratte che vengono realizzate da questo momento fanno sempre riferimento a un soggetto: facciate di case, chiese e oceani. Ma Mondrian già si allontana dal cubismo riducendo la composizione a linee verticali e orizzontali. Pertanto, dal 1913, l'artista non fa più riferimento nei suoi titoli agli elementi naturali; si limiterà a intitolare le sue tele «composizione». Si allontana così dal cubismo per avvicinarsi sempre più all'astrattismo, e utilizza colori vivaci non usati all'epoca né da Picasso né da Braque. Tornato ad Amsterdam per tutta la durata della guerra, prosegue la serie delle composizioni a linee ortogonali e dipinge tele in cui dispone quadrati e rettangoli colorati. Dal 1918, le forme geometriche occupano la totalità della superficie e sono delimitate da un contorno grigio. Mondrian opta così per una composizione che caratterizzerà il resto della sua produzione. I primi quadri a losanga (quadrati presentati sulla punta) datano 1919. All'inizio di questo soggiorno in Olanda l'artista conosce Theo Van Doesburg (1883-1931). Insieme fondano il gruppo De Stijl, che fino al 1927 darà vita a numerose pubblicazioni sull'arte astratta. Gli articoli di Mondrian, pubblicati dal 1917 al 1922, costituiscono l'elaborazione teorica della rivista del gruppo, in particolare Realtà naturale e realtà astratta. Riunendo numerosi artiti, De Stijl assume nel periodo tra le due guerre un ruolo fondamentale sia nelle arti plastiche sia in architettura, quale punto di riferimento. Nel 1919, l'artista ritorna a Parigi dove rimane fino al 1938. Da questo momento resterà fedele ai principi definiti nell'opuscolo Neo-plasticismo (1920): uso esclusivo di linee rette che si intersecano ad angolo retto; tavolozza limitata ai colori primari (rosso, giallo e blu) e ai non-colori (bianco, nero e grigio); rifiuto della simmetria e composizione fondata sull'equilibrio dei rapporti. Inoltre, egli elimina la diagonale all'interno del quadro, fattore che provocherà la rottura con Van Doesburg e con il gruppo De Stijl nel 1925. Nel 1931, aderisce all'«Abstraction-Crèation», che riunirà la maggior parte degli artisti astratti degli anni Trenta. Qualche tempo prima, era tra gli iniziatori del gruppo «Cercle et Carrè» con l'amico e biografo Michel Seuphor. Sempre nel 1931 - mentre la sua pittura ha più la tendenza a privilegiare i rettangoli bianchi (non-colore) e a rifiutare i piccoli rettangoli di colori ai bordi della tela - realizza per la prima volta un'opera composta semplicemente da due linee nere su fondo bianco. L'anno seguente, introduce il principio della linea raddoppiata, cioè due linee parallele molto ravvicinate. È ancora presente il colore, ma ridotto spesso a uno o due piccoli rettangoli colorati ai bordi del quadro. Come si può constatare, in questo secondo soggiorno parigino, l'arte di Mondrian continua a evolvere, anche se non si tratta di trasformazioni così radicali come quelle avvenute negli anni 1910-15. Nel 1938, dopo aver pubblicato nuovamente un testo molto importante intitolato Plastic Art and Pure Plastic Art, il pittore lascia la Francia, dove il pericolo della guerra si fa sempre più imminente, e si reca a Londra e, a partire dal 1940, a New York, dove abiterà fino alla morte. Ha quasi settant'anni quando sconvolge le basi della sua arte e abbandona l'incrocio rettangolare di linee nere che aveva caratterizzato le sue tele per circa vent'anni. Parallelamente, attribuisce nuovi titoli alle sue composizioni e chiama le ultime tele New York City (1941-42, coll. priv.), Broadway Boogie Woogie (1942-43, New York, Museum of Modern Art). Colpito da polmonite, lascia incompiuta l'opera Victory Boogie Woogie (Stati Uniti, coll. priv.), in cui le linee verticali e orizzontali sono costituite da piccoli quadrati e rettangoli di colori allineati e in cui la composizione diventa molto più complessa, sebbene fedele ai principi generali del neo-plasticismo. Pittore e teorico dell'arte astratta, Mondrian ha svolto un ruolo fondamentale nell'arte del XX secolo, in quanto la sua opera illustra perfettamente il passaggio dalle forme naturalistiche a quelle astratte, attraverso lo stadio intermedio della scomposizione formale (cubismo). Egli ha aperto la strada a un'arte geometrica che rifiuta il lirismo, cercando al contrario di codificare la pittura in leggi rigorose, per giungere a un linguaggio pittorico di tipo universale. Secondo Mondrian, l'arte astratta non rinnega la natura, ma ne implica una nuova visione che permette di scoprire l'angolo retto in un paesaggio in cui l'orizzonte rappresenta l'orizzontale e la linea immaginaria che va dalla luna all'orizzonte, la verticale. Ma questa interpretazione dà risalto più all'aneddoto che alle considerazioni propriamente plastiche. Più importante sembra, invece, l'influenza in Mondrian del cubismo e il modo in cui egli se ne distacca poco a poco, abbandonando ogni riferimento figurativo e riportando il quadro allo spazio del piano senza rappresentare i volumi. L'arte neo-plastica inventa prima di tutto un nuovo spazio pittorico, in cui le forme tendono all'esterno della tela, in cui la cornice che contiene il dipinto è continuamente rimessa in discussione. L'artista insiste in tutti i suoi scritti sulla nozione di rapporto che determina la struttura pittorica. Ogni componente dell'opera d'arte deve essere collocata all'interno di rapporti equilibrati, poiché «ogni parte riceve il suo valore visuale dal tutto, e il tutto lo riceve dalle parti. Tutto si compone per relazione e reciprocità.
Il
colore esiste grazie
all'altro colore
[...]» . Non basta però l'equilibrio tra i rapporti di posizione
(angolo retto), bisogna anche che questi rapporti si accordino con i
rapporti di proporzione e di colore. Questa concezione della
pittura retta da leggi strutturali chiaramente
enunciate costituisce
uno dei
punti fondamentalmente nuovi dell'arte di Mondrian, anche se le
leggi rimangono propriamente pittoriche e non matematiche. Infine,
meritano di essere sottolineati gli sviluppi del neoplasticismo e
il suo impatto sull'ambiente. Oggigiorno, sono numerosi
i pittori astratti
influenzati da Mondrian. Ma ancora più importante è la presenza della
struttura formale per la quale
Mondrian aveva
optato, nel
nostro ambiente quotidiano. Egli aveva presentito che avrebbe
creato un'arte nuova per un mondo nuovo. Numerosi architetti, per
esempio, parteciparono alla rivista De
Stijl e la loro teoria era fondata su di una struttura equivalente a
quella delle tele di Mondrian. L'importanza che viene attribuita alla
sua opera dall'utilizzo fatto anche in architettura, nello spazio
dell'ambiente, in
cui i mobili devono essere collocati secondo la teoria dei rapporti
equilibrati, conferma la statura dell'autore. |
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