| biografie - Biography |
| PAUL CÉZANNE (Aix-en-Provence, 1839 - id., 1906) |
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Senza dubbio non esiste nessun artista moderno che sia stato tanto disprezzato dalla maggioranza dei suoi contemporanei e che sia divenuto in seguito una fonte d'ispirazione alle più diverse correnti per oltre mezzo secolo, e la cui opera abbia suscitato tante difficoltà d'interpretazione. Accusati talvolta di piattezza e povertà, i suoi dipinti sono, per la maggior parte degli «intenditori», nonostante l'apparente o reale mancanza di abilità, di una ricchezza e pienezza eccezionali. L'opera ebbe, a suo tempo, meno riconoscimenti di quella degli altri impressionisti (nel senso più ampio del termine), ma edificò progressivamente, senza le violente rotture che seguiranno, un nuovo rapporto con la natura e con l'espressione pittorica, primo in ordine di tempo dei due grandi poli attorno ai quali si muoverà l'arte del XX secolo, mentre il secondo è rappresentato dalla contestazione culturale del movimento dada. Eccettuati i pochi esercizi accademici del periodo degli studi di disegno, fin dagli inizi e alla maniera di Doumier, Cézanne evase dalla rappresentazione tradizionale trasgredendo contemporaneamente alcuni principi di prospettiva «scientifica» istituti dal Rinascimento e sfuggendo alla «finitezza» degli accademici della sua epoca. Cézanne intese, secondo i propositi che hanno raccolto i suoi diversi interlocutori, realizzare nelle sua arte un’«armonia parallela alla natura» e fare dell'impressionismo qualcosa di solido e duraturo come l'arte dei musei. Questo rifiuto dell'arte «effimera» dell'opera di un Monet e di un Pissarro, mette in evidenza i conflitti interiori che caratterizzano la personalità di Cézanne e che determinarono non solo la vocazione di pittore, non spiegabile in base a una probabile «sublimazione», ma anche il corso della sua opera e la sua fecondità. Cézanne è generalmente giudicato inquieto, un uomo immaturo dal punto di vista affettivo che «vive in disparte dalla società e le manifesta inopportunamente la sua aggressività» (Gaston Ferdiére).
Indifeso nei confronti della noia della vita quotidiana e della
difficoltà dei rapporti umani, quindi sempre insoddisfatto, sceglie la
fuga cambiando continuamente residenza. Sempre alla ricerca
di rifugi
e con
alle spalle
un matrimonio infelice,
dichiarò nella sua vecchiaia: «Mi appoggiò su mia sorella Maria,
che si appoggia sul suo confessore, che a sua volta si appoggia su Roma».
Geloso della sua libertà «nessuno
metterà le
mani su
di me», che trova il miglior conforto nel lavoro in solitudine.
Oltre alle incertezze manifestate per lungo tempo e le crisi di
scoraggiamento (tele distrutte o lasciate incompiute), nella solitudine
mostrò una volontà che alla luce di un'analisi dell'intera evoluzione
della sua opera si può giudicare lucida e inflessibile. Ribelle
alle teorie e non attingendo, dei pittori che ammirava,
nulla che non fosse conforme al suo autentico sentimento
interiore, passò dall'espressione provocatoria
della sua
soggettività a
successive sintesi che gli permisero, riprendendo il contatto con
la realtà sensibile e poi superandola, di risolvere le sue
ossessioni in
un movimento creativo. Pur
distinguendo quattro fasi nell'evoluzione della carriera artistica di Cézanne
è necessario non perdere di vista i rapporti tra le varie tappe e la
dualità sostanziale dell'ispirazione complessiva presente
anche nelle opere considerate nella loro individualità. Cenni
biografici su Paul Cézanne:
19
gennaio 1939 - Nascita di Paul Cézanne, figlio naturale riconosciuto da
Louis Auguste Cézanne, modesto cappellaio di Aix-en-Provence, e
di Elisabeth Aubert.
1841
- Nascita di Marie, la prima delle due sorelle di Paul, che avrà
un posto importante nella sua vita.
1844
- Matrimonio dei
genitori di Cézanne.
1848
- Louis Auguste, uomo abile e autoritario, che ha avuto successo negli
affari, fonda una banca. Il successo non gli
apre tuttavia
le porte degli ambienti borghesi più agiati della città.
1852-58
- Paul Cézanne segue con profitto gli studi al College Bourbon e
diviene un virtuoso della poesia latina. Amicizie, soprattutto con Emile
Zola; scampagnate nei dintorni di Aix ed esaltazione poetiche. Corso
serale alla scuola di disegno di Aix.
1859
- Inizio degli studi di diritto, secondo i desideri del padre. Questi
acquista, a un chilometro e mezzo da Aix, la villa aristocratica del Jas
de Bouffan, dove il giovane inizia a dipingere.
1861
- Ottiene, in aprile, l'autorizzazione a recarsi a Parigi, dove Zola lo
attende per studiare pittura. Crisi di scoramento e ritorno ad Aix in
dicembre.
novembre
1862 - luglio 1864 - Secondo soggiorno a Parigi. Lavora all'Accademia
Suisse (dal nome del proprietario) dove fa la conoscenza di Amand
Guillaumin e di Camille Pissarro. È respinto al concorso di ammissione
all'Ecole des beaux-arts (motivo: dipinge con eccesso). Al Louvre, dove per tutta la vita continuerà
a ritornare di tanto in tanto, ammira e copia le opere dei Maestri
veneziani, di Rubens, degli Spagnoli, di Michelangelo e di Delacroix.
1864/70
- Lavora alternativamente a Parigi e Aix. I ritratti inviati
al Salone ufficiale di esposizione vengono rifiutati.
Estate
1870/estate 1871 - Vive all'Estaque con la sua compagna, Hortense Fiquet
operaia tessile e modella, di diciannove anni, nascondendo il legame a
suo padre.
1872
- Il 4 gennaio Hortense dà alla luce il loro figlio Paul. Più tardi si
trasferiscono a Saint-Ouen-l'Aumône, raggiungendo Pissarro che si è
stabilito nei pressi, a Pontoise.
1873
- A Auvers-sur-Oise,
presso il
dottor Paul
Ferdinand Gachet, Cézanne
lavora in compagnia di Pissarro, che gli fa conoscere il mercate di
colori Julien Tanguy. Questi gli fornirà il materiale
e i colori in cambio
di qualche tela.
1874/77
- Si divide tra Aix e Parigi, dove lascia Hortense e suo figlio.
Partecipa alla prima (1874) e terza (1877) esposizione degli «impressionisti».
Rifiuterà di partecipare a quelle successive
(dal 1879 al 1886), preferendo tentare il successo al Salone Auguste
Renoir gli presenta un modesto amatore Victor Chocquet; la comune
ammirazione per Delacroix lega i due uomini e Chocquet diventerà
l'appoggio più sicuro di Cézanne.
1878
- Fa la spola tra Marsiglia, dove ha trasferito Hortense, l'Estaque, e
Aix. Suo padre che si è
accorto del suo legame, gli diminuisce l'assegno mensile, ma dopo una
riconciliazione che avviene alla fine
dell'anno, glielo aumenta.
marzo
1879/ottobre 1882 - Vive
soprattutto a Parigi e in Ile-de-France: Melun nel 1879, Pontoise nel
1881, presso Pissarro cui anche Gauguin
fa frequenti visite; molti soggiorni da Zola a Mèdan. Inverno
1881-82 all'Estaque, visita di Renoir. Nella primavera del 1882
una delle sue tele è «ripescata» per il Salone, ma nessuno la nota.
1882/85
- Si ritira al Jas de
Bouffan, poi
all'Estaque. Redige
un testamento. Amicizia con il pittore Adolphe Monticelli.
1885
- Amore infelice per una domestica del Jas de Bouffan: le corrispondenze
con Cézanne e i frequenti spostamenti
tradiscono una
grande agitazione. In giugno-luglio soggiorna dai Renoir, a La
Roche-Guyon. Autunno e inverno a Gardanne.
1886
- La pubblicazione del libro
di Zola
L'oeuvre, ritratto
di un artista
fallito in cui si scorge la figura di Cézanne, segna la fine
dell'amicizia tra i due uomini. 28
aprile: matrimonio
con Hortense Fiquet.
Estate a Parigi e visita alla bottega di Tanguy, dove le tele di Cézanne
sono sempre più ammirate dai giovani pittori (Emile Bernard in primo
luogo). 23 ottobre: morte
del padre
che gli
lascia una
consistente eredità.
1888/90
- Vive soprattutto a Parigi e, nel 1888 trascorre molti mesi a
Chantilly.
1891/93
- In cattive condizioni di salute da
qualche anno,
scopre di essere
diabetico. Viaggio in Svizzera nel 1891. Diversi altri spostamenti: Jas
de Bouffan, regione parigina...
autunno
1894 - A Giverny, Claude
Monet lo presenta a Rodin,
a Goerges Clemenceau,
al critico Gustave Geffroy, che gli dedica un articolo elogiativo.
autunno
1895 - La sua prima mostra
personale, organizzata
da Ambroise Vollard
fa sensazione.
1896
- Amicizia con il giovane poeta di Aix, Joachim Gasquet. Cura a Vichy in
giugno, poi Talloires (lago di Annecy) e Parigi.
1897
- Vive a Parigi (dove moglie e figlio vivono ormai
stabilmente) e ad
Aix a fine maggio. Affitta una casa al Chatueau Noir, vecchia fattoria
sulle colline del Tholonet, presso la cava Bibemus. Due
tele di Cézanne su questi soggetti si trovano nella sala del
museo del Lussemburgo riservato ai lasciti del pittore e
collezionista Gustave
Caillebotte. Morte della madre il 25 ottobre.
autunno
1898/autunno 1899 - Parigi e regione parigina. Vende il Jas de Bouffan e
affitta un appartamento ad Aix. Espone tre tele al Salon des Indèpendants.
La Galleria nazionale di Berlino acquista
due Cézanne (mentre
la città natale continua a ignorarlo) 1900 Partecipa, grazie a Roger
Marx, all'Esposizione centennale dell'arte francese.
1901
- Maurice Denis espone il suo Hommage a Cézanne.
1902
- Visita di Charles Camoin e di Leo Larguier. La Legion d'Onore
domandata da Octave Mirabeau, gli è negata.
1904
- Visita di Emile Bernard
ad Aix. Ultimo soggiorno a
Parigi e Fontainbleau. Omaggio di una
intera sala al Salon
d'Automne.
1906
- Morte di Cézanne, all'età di sessantasette anni. Impulsività
romantica Tentennamenti
iniziali e poi la padronanza assoluta: i primi dieci anni circa della
carriera di Cézanne
sono dominati
dall'ipertrofia degli effetti, la proiezione di un'immaginazione
romantica di carattere sensuale e sovente macabra, tradotta in
una tavolozza
a dominanti cupe. Il rifiuto del mestiere accademico assicura già
l'unità del contenuto mentale e dalla forma plastica. Tutta una
serie di ritratti sono caratterizzati dalla grande robustezza
dell'impasto di colore, steso sulla tela con
la spatola
e molto
denso, che
sostituiscono il chiaroscuro. Le scene con figure, che sembrano talvolta
avere ispirato le stampe della vita contemporanea
pubblicate da giornali come il Magazin pittoresque, trovano la
loro unità in certi artifici compositivi:
contorni netti,
trattamento per
piani nettamente differenziati in profondità (Paul
Alexis lisant un manuscrit a
Zola, 1869-70, Museo di Sao Paulo), composizioni vertiginose come
quelle dell'Orgie (1864 ca - 1866) o della tela chiamata Don Quichotte sur les rives de Barbarie (1870), e
anche nel colore,
sovente di elevata qualità ( Le dèjeuner sur l'herbe
), 1868 ca - 1870) [queste tre tele
appartengono a collezioni
private]. Le figure, barocche in modo sorprendente nelle tre
ultime tre opere, non hanno rapporti tra loro, né con lo spazio in cui
sono ambientate. Così
nei quadri allucinati in cui si proiettano i fantasmi soprattutto
sessuali del giovane pittore, questo ambiente, scrive l'esperto di
estetica Jean Paris, «non è di tipo
fisico. [...]
Se è retto da regole,
queste sono le stesse che Freud scopre nell'attività
dell’inconscio...». Nello
stesso periodo, tuttavia, traendo
profitto dagli esempi di Courbet
o di Manet, Cézanne
afferma la volontà di opporre al soggetto immaginario il motivo attinto
nella comprensione del mondo visibile e di imporgli una
architettura molto rigide, come in Paul
Alexis e Zola , già citato. Ancor
più che in questi ritratti e nei primi paesaggi, nei settore più
limitato delle nature morte il pittore giunge a risolvere le
relazione tra superficie, forme e spazio in puri ritmi pittorici,
come si può verificare nella Pendola
nera (1869-70),
Collezione privata
(Stati Uniti).
Incontro
con l’Impressionismo Nel
1872 e 1873, Cézanne lavora in Ile de France presso Camille Pissarro («qualcosa
come il Buon Dio», scriverà più tardi). Schiarisce la sua tavolozza,
rende più
breve il
tocco della
tela, comincia
sostituire il modello con lo studio dei toni. Continua a coltivare però
le sue intuizioni visive, la sua «piccola sensazione», e evita di
lacerare lo spazio con la prospettiva lineare e di far occhieggiare la
luce come fanno Monet e
Pissarro. La casa dell'impiccato
(1873, Louvre) ha forme raccolte e una materia densa, posata
con lentezza scrupolose. Il tocco più brillante è posto però
al servizio di
una vana immaginifica fertile nella turbinosa seconda versione di
Una nuova Olimpia
(1873, Louvre). Verso il 1876,
Cézanne ha
pienamente assimilato l'insegnamento impressionista. Ne utilizza
il tocco breve e vario nelle direzione, e osserva i giochi di riflessi
che nelle sue vedute del Jas de Bouffan, si ripercuotono tra i piani
d'acqua della casa e
il fogliame. Tuttavia,
la tendenza costruttive si esprime nuovamente nel ritratto di Madame
Cézanne au fontenil rouge (1877, Collezione
privata, Stati Uniti),
opera quasi bidimensionale come le nature morte della stessa epoca, in
cui l'aria non circola. Infatti, dal 1875 al 1882 circa,
il pittore torna incessantemente a esperienze anteriori (il che
rende le datazioni delle sue opere particolarmente difficili), sembra
indugiare, ma giunge in tal modo a sviluppare una tecnica originale. Il
tocco acquista un orientamento unitario che svolga, nei paesaggi tra le
forme, il ruolo di un accompagnamento. I piani si organizzano
con altrettanta precisione e complessità, il colore è intenso: «Quando
il colore si esprime con la sua ricchezza, la forma giunge alla sua
pienezza». La trasformazione si esprime in tutta la sua ampiezza nelle
nature morte: oltre il trattamento delle celebri mele
(di cui
Meyer Shapiro sottolinea il significato sessuale) in tante
piccole facce i cui volumi sono determinati ricorrendo ben poco al modello
classico delle ombre e delle luci, vi si scopre una
riformulazione dello spazio dovuto al trattamento identico dei piani in
profondità e alle deformazioni del disegno in prospettive; gli oggetti
sembrano essere
visti da diverse angolature. I contorni, contemporaneamente fermi e
allusivi permettono al tocco di colore di svolgere la propria funzione
ritmica e unificatrice dei vari elementi della composizione: è
quello che Cézanne chiama modulazione. È interessante
constatare, con Thèodore Reff, che l'innovazione di questo
tocco costruttivo
sembra essere intervenuto dapprima in una nuova serie di opere di
fantasia, come il parodistico Eterno
femminino del 1875-76 (Collezione
privata, Stati Uniti). Il procedimento avrebbe dunque avuto una
funzione non tanto analitica rispetto al
reale, ma
di controllo
del contenuto
pittorico sul terreno stesso che è minacciato dalle più turbolente
impulsioni; e, in una dualità
risoluta, questo
sarebbe dunque
il versante romantico dell'ispirazione del pittore che avrebbe
dotato di materiali determinanti la fase classica della sua arte. Sintesi
«classica». All'Estaque,
nel 1883, Cézanne
scruta con
occhi nuovi
la natura
mediterranea, ne scopre la permanenza e la maestà. Si impegna però a
trasporre il suo motivo, a strutturarlo rimodellando secondo l'esigenza
organica del quadro gli elementi troppo poco accentuati e gerarchizzati
dal reale. Ha l'audacia, proprio
lui che
rifiuta di effetti
atmosferici, di far riferimento, con nella diverse versioni del Golfo di
Marsiglia visto dall'Estaque, a un panorama di
cieli e acque,
riuscendo a imporre la sensibilità di oggetti lontani che sono
correlati contemporaneamente alla loro profondità e
al primo
piano, pur partecipando alla realtà bidimensionale della tela.
Attraverso questa speculazione plastica che prende la realtà come
pretesto, si fa strada una tendenza all'estrazione che culmina con il
severo trattamento geometrico delle case nei paesaggi di Gardonne.
Combinando le sue diverse esperienze, il pittore giunge fino ad agire,
con una disinvoltura sempre maggiore, sulle coppie di
tensione rappresentate
da rigore e lirismo, stabilità e movimento, esattezza e deformazione. La
composizione con il Vase bleu
(1883 ca - 1887, Louvre) fonda così la sua ricchezza, la sua
flessibilità, sul coordinamento di un insieme di mezzi complessi
(soprattutto una conversione equilibrata
delle verticali e delle orizzontali), mentre i balzi sottili, la
scansione e l'arabesco della Montagne
Sainte-Victoire au grand pin
(1885 ca - 1887, Londra, Istituto Courtauld) suggeriscono uno spazio
dilatato, contemporaneamente vicino e lontano, ideale e reale. Verso la
fine del 1880, Cézanne, che ha appreso a fondare nel paesaggio le
sagome pretestuose dei Bagnanti, si dedica,
assieme alla
produzione di
autoritratti, a numerose composizioni con figure bene individuate, che
ora è in grado di collocare nell'ambiente circostante. Se
i processi costruttivi impiegati nel Mardi gras (1888, Mosca, Museo Puskin) creano uno spazio un
po’ artificiale, del resto adatto all'immaginario del soggetto
teatrale, la serie dei Giocatori
di carte (1885-92) raggiunge una pienezza classica, almeno nella
versione del Louvre,
con due soli personaggi. Una rete di tensioni compensate dà il proprio
equilibrio a quest'opera ridotta all'essenziale, piena di calma energia
e di armonia monumentale. Cézanne
mantiene però in sé, al di là di questo sereno
umanesimo, le
risorse di una vita più esplosiva, di una più grande esaltazione. Sintesi
«lirica».
Dal
1888 al 1895 l'ideale (costruttivo) diviene una realtà sufficientemente
assimilata; sottintesa, fino a lasciare libero
corso ad altri impulsi, all'esplosione dei colori e talvolta e un
barocchismo che può essere opulenza ma anche, talvolta, espressione di
angoscia. Nel Garçon au gilet
tauge della collezione Bührle
a Zurigo (1890 ca -
1895) lo schema astratto si riveste di tonalità brillanti, e il tocco
nervoso, il modello
delicato del
viso, la
straordinaria vibrazione di certi contorni (tracciati
intermittentemente o ripassati) danno tutta la loro vita
al giovane personaggio.
Questa nuova libertà del tocco e l'apertura delle forme allo
spazio ambienta danno, alle tele di quel periodo,
l'apparenza di
rapida fattura,
spontanea - nonostante le innumerevoli sedute di posa che l'artista
impone ai suoi modelli, lamentandosi sempre di non poter creare
-, e questo può essere collegato
all'importanza assunta dall'acquerello
nell'opera di Cézanne: tecnica che permette la notazione rapida delle
sensazioni cromatiche e tende allora a sostituirsi al disegno. Cariche
di simbolismo come la Nature
morte à l'Amour en plâtre
(1895 ca, Istituto Courtauld), austere o arricchite di pesanti
tendaggi damascati, le nature morte riflettono con perfezione tutte le
acquisizioni di quel periodo e sono, secondo molti critici, una delle
cause dell'ammirazione che il pittore comincia a suscitare. A
partire dal 1900 e fino alle morte, Cézanne si consacra alle tre
tele delle Grandi bagnanti che dimostrano
l'ambizione di
confrontarsi con le grandi
composizioni della pittura classica. Il nudo femminile non ha altra
ragione che quella di concorrere all'edificazione dell'opera in quanto sistema costruito e ritmato, fatto di forme e
colori; a partire da questa condizione tecnica realizzata, l'immagine di
Cézanne può amplificarsi in una sorte di simbiosi universale che
include lo spazio del reale e quello del pensiero. Un accordo tra
conoscenza razionale e lirismo, minerale e vegetale, eternità e vita si
afferma nelle tele di Bibemus e del Château Noir, per culminare nel
gioco di macchie
e di sfaccettature
degli ultimi Sainte-Victoire, che sembrano trarre ispirazione da un vero
e proprio sentimento cosmico. «Sono il primitivo di un'arte nuova»
diceva Cézanne durante gli ultimi anni della sua vita. E sicuramente
egli è al primo posto tra gli iniziatori di questa «pittura pura»,
liberata dal concetto di imitazione, di
cui pertanto occorre non dimenticare che, lungi dall'essere
chiusa nel suo formalismo, si apre in lui su un mondo di implicazioni
psichiche, di prolungamenti immaginari. Se, a
fianco di
un Matisse,
o di
un Kandinskij,
i suoi più ferventi ammiratori (Emile Bernard, Maurice Denis, Henri
Lhote) non furono i più grandi, il suo messaggio
si è rivelato
abbastanza multiforme per irrigare, in un flusso vastissimo, la maggior
parte dei campi indagati dopo di lui.
Attraverso Gauguin,
al quale rimproverò di aver fatto solo «quadri cinesi» (!), egli
influenzò il movimento dei nabis e il fauvisme; il
suo precetto
sul trattamento della natura mediante «il cilindro, la sfera e
il cono» si ripercuote sul cubismo che egli senza dubbio non avrebbe
approvato; il suo modo di trattare il colore è stato usato con profitto
da Delaunay e dal Blaue Reiter; l'espressionismo stesso gli deve molto
e, certo, anche
l'astrattismo nelle sue diverse manifestazioni. Complessivamente,
benché la lenta maturazione della sua opera contrasti con le mode del
nostro tempo, è
forse la
sua concezione dell'arte come ricerca incessante sui mezzi e i
contenuti che le sono propri che ha dato a Cézanne il posto preminente
che egli occupa nella sensibilità del XX secolo. |
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