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Volontariato
In questa società "mercenaria" in cui tutto è in
vendita, il volontario appare una figura atipica, anticonformista, che non
partecipa al "rito del guadagno", ma che dedica il proprio tempo all'assistenza
dei deboli, per dare un minimo di dignità a chi non è in grado di soddisfare
nemmeno i bisogni primari. Queste persone per lo più sconosciute, spesso
organizzate in associazioni, rappresentano una struttura fondamentale nel campo
della solidarietà e del soccorso; esse appaiono fuori della società, proprio per
la loro capacità d'essere estranee a quel modello di vita materiale che l'uomo
del terzo millennio ha saputo crearsi.
Il volontario, quindi, non applica la filosofia del consumismo, che impone
desideri crescenti da realizzare, necessità di maggiori guadagni, di continue
accumulazioni, ma si sofferma a cogliere la vera essenza della vita che non è
nel materialismo delle cose, ma nella gioia di donare il proprio tempo, impegno
e capacità per rendere migliore l'esistenza di chi è meno fortunato. Dove vi è
sofferenza il volontario è sempre presente, nonostante i rischi e i pericoli cui
spesso va incontro e soprattutto nonostante l'ingratitudine e l'indifferenza che
circonda la sua opera. Bisogna quindi rilevare quanto quest'attività
fondamentale non sia sufficientemente pubblicizzata in particolare dai mezzi
d'informazione. I giornali, le televisioni, le radio, dovrebbero rappresentare
la realtà del mondo in cui viviamo, perché vi sia coscienza di tutto ciò che sta
intorno a noi. Purtroppo molto spesso ciò non avviene, di solito per motivi di
guadagno; rende molto di più la cronaca nera (delitti descritti nei minimi
particolari), la politica, la divulgazione dei miti del consumismo, perché fanno
vendere. Mai discutono e dibattono invece di chi aiuta gli "straccioni", perché
i poveri non possono comprare e quindi non rientrano nel loro giro d'affari. Il
volontariato, invece, regala non vendendo nulla e quindi non partecipa a quel
meccanismo che immette danaro per produrre altro danaro. Quanto raramente
possiamo assistere a trasmissioni che abbiano mostrato l'incredibile opera dei
medici senza frontiere, di quelle persone che hanno abbandonato una professione
che avrebbe garantito loro fama e denaro, per recarsi, invece, in paesi dove le
mine mietono vittime quotidianamente o dove le malattie fanno morire i bambini
come le mosche.
A causa di tutto ciò, ritengo che l'opinione pubblica non sia pienamente
cosciente del prezioso servizio che offre il volontario; quindi difficilmente
potrà agevolare lo sviluppo delle associazioni di volontariato, che necessitano
sempre di più, a causa delle continue emergenze, di mezzi ingenti, per creare
strutture rispondenti alle esigenze della società debole.
Queste crescenti esigenze hanno poi creato strutture che via via si sono
ingrandite fino ad assumere proporzioni gigantesche che a mala pena si
governano. Queste grosse strutture, sorte per iniziativa di chi ha sempre
operato gratis, sono diventate, di fatto, organizzazioni economiche, che muovono
fiumi di danaro che spesso finisce nelle tasche di speculatori, truffatori e
delinquenti. Il volontariato in questi casi perde i suoi originari ideali e fa
insorgere la domanda se veramente si tratti ancora di quelle opere umanitarie di
cui ancora portano il nome o piuttosto di organizzazioni che poco hanno a che
fare con chi al suo interno si muove dalla base, per fornire come sempre il
proprio entusiasmo ed amore per i più deboli. Infine quante volte abbiamo
assistito ad interventi propagandati come assistenziali e di soccorso ed invece
avevano scopi politici ed economici. Basta ricordare gli interventi nell'Africa
più povera, dove dopo avere inviato tecnici e fondi per promuovere lo sviluppo
di quelle zone, venivano poi successivamente venduti macchinari che facevano
tornare i denari spesi nelle stesse tasche di chi li aveva donati. In una
cultura in cui il denaro si scambia solo contro beni e servizi, l'opera di
diffusione dell'importanza vitale del volontariato diventa sempre più difficile;
quindi, per fare fronte alle necessità di assistenza, sono nate società di
servizi che integrano l'opera del volontario. Queste organizzazioni non hanno
scopo di lucro, non devono generare profitti, ma costituiscono tuttavia entità
economiche che a tutti gli effetti muovono al loro interno risorse economiche di
origine pubblica e privata. Sorge di conseguenza il sospetto che venga persa
l'essenza vera della solidarietà, quando accanto alla gratuità che
contraddistingue il volontariato, emerge l'essenzialità del danaro, che
favorisce il sostegno organizzato, ma che potrebbe allontanare dagli ideali di
volontariato per spingere verso un'attività d'impresa.
Il volontariato deve, quindi, essere un'attività svolta con il cuore, slegata da
interessi economici ed inoltre, non deve essere sentita come un obbligo o un
impegno, per compiere un po' di bene, ma come una spinta interiore che porti ad
aiutare; questo è il bene.
Testo a cura de: Il paradiso dello studente
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