|
La psicologia
Molti studiosi hanno definito il secolo scorso
come il più lungo di tutti per via degli innumerevoli cambiamenti che ha visto.
La società è cambiata profondamente nel corso di quegli anni e continua tutt'ora
a cambiare.
Ogni Paese ha vissuto le proprie rivoluzioni, sia politiche, sia economiche, sia
sociali determinando innumerevoli cambiamenti; spesso, però, tutto ciò ha
causato profondi disagi all'uomo, che ha affrontato da solo la precarietà delle
proprie abitudini.
Una delle grandi novità cui si è andati incontro è stato l'approvazione della
legge sul divorzio, che ha messo in crisi tutto il sistema di valori che ruotava
intorno alla famiglia, perno intorno al quale ruotava tutta la costruzione
sociale di un popolo. L'Italia è stato uno degli ultimi Paesi occidentali in cui
la legge fu approvata. Ciò accadde nei primi anni '70, con profondo sconcerto
della Chiesa (istituzione importantissima nel nostro Paese) e di tutte le forze
politiche per essa simpatizzanti.
Tornando indietro nel tempo, troviamo, nella prima metà del '900, una donna
agguerritissima, pronta a fare di tutto per poter ottenere pari opportunità con
l'uomo; troviamo la Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo, la prima che
sancisca il diritto e il rispetto della vita (questa dichiarazione venne
elaborata dopo l'esperienza dell'olocausto, in cui la mancanza di rispetto alla
vita provocò la morte di più di 6milioni di persone); alla fine del secolo
troviamo al Carta per i Diritti dei bambini, volta a specificare l'importanza
della protezione per coloro cui noi stessi diamo la vita.
Questi sopra elencati, sono solo alcuni dei principali e generali cambiamenti
cui sono andate incontro le società dei Paesi occidentali.
Per comprendere i cambiamenti delle società dei singoli Paesi occorre, poi,
tener conto di fattori legati più ala storia personale di uno Stato.
Prendendo l'esempio a noi più vicino, ci rendiamo conto che, in Italia, molto ha
voluto dire la scienza politica, se non quella religiosa e pure economica. Tutti
questi cambiamenti hanno comportato la distruzione di una scala di valori che
durava da tempo e che non fa in tempo a ricostruirsi che già deve adeguarsi a
nuove condizioni.
Questo stato di cose incide soprattutto sulla personalità di coloro i quali
vivono un'età della vita delicatissima, l'adolescenza.
Gli adolescenti spesso si trovano a far fronte a situazioni difficili di
disagio, spesso interiore, ma che si concretizza nella realtà, nel conflittuale
rapporto con le istituzioni, il gruppo di pari e la famiglia stessa. E'
risaputo, infatti, che spesso molti fanciulli vivono come costrizioni sia la
famiglia che la scuola, costrizioni per la loro personalità desiderosa di
nascere e formarsi, ma che, come ogni nuova creatura, ha bisogno di guide
valide. Purtroppo non sempre scuola, catechismo e famiglia sanno essere tali per
il fanciullo in formazione, cosicché egli cerca disperatamente vie di fuga alle
catene che lo legherebbero. Molti di loro trovano come unica scappatoia un mondo
interiore, fatto di sogni e speranze, ma nella realtà si lasciano andare
debolmente alla volontà di coloro che credono essere adatti alla professione di
educatore. Altri, dalla personalità più forte, cercano di combattere tutto
quello che non accettano, spesso mettendosi contro la propria famiglia, facendo
nascere un profondo stato di tensione all'interno del nucleo natio. Inoltre, al
di là di quello che si pensa, non sempre i ragazzi si sentono a proprio agio nel
gruppo dei pari, poiché, anche tra amici, si vive l'ansia del "migliore". In
tutti i gruppi ci sono dei ruoli prestabiliti, anche se non resi noti
ufficialmente; così, lì dove c'è un leader, c'è anche un capro espiatorio, la
figura più debole, contro la quale si riversano tutti i disagi di gruppo,
rendendo la sua situazione interiore ancora più problematica. Come già detto, in
un gruppo c'è anche il leader, figura sempre carismatica e immancabile. Spesso
egli è il soggetto più forte e aggressivo, più capace di far rispettare le
regole. E' proprio l'aggressività una valvola di sfogo al conflitto interiore di
un adolescente.
I fattori indicati, quindi, provocano isolamento, nel primo caso, e devianza,
nel secondo. Entrambe le situazioni sono sintomi di disadattamento. In questo
quadro, è molto difficile stabilire le tipologie di intervento, ma molteplici
sono le soluzioni.
Molti studiosi propongono, nel caso dell'aggressività, di incanalare tutte le
energie in un'unica valvola di sfogo, spesso riconosciuta nelle attività
creative o nella pratica di attività sportive. Nel caso dell'isolamento, la
soluzione più naturale è quella di cercare di far inserire il fanciullo in un
ambiente consono alle sue esigenze, in cui possa essere seguito e ascoltato da
figure competenti, che magari insegnino ai genitori stessi a rapportarsi con
lui.
Purtroppo, la prospettiva della società futura non lascia tempo a nessuno, tutto
si evolve, tutto cambia e la condanna più pesante sembra essere un continuo
disagio interiore delle nuove generazioni, che si troveranno sole, senza scale
di valori fermi e stabili da seguire.
Testo a cura de: Il paradiso dello studente
|