I Curdi sono un popolo senza patria. Questo
popolo, che si nominò tale nel 600 d.C., abita tuttora nella regione montana
dove è da sempre vissuto. La regione del Kurdistan - 550 mila chilometri
quadrati - è divisa tra Turchia, Iran, Iraq e Siria. I curdi, per la maggior
parte di religione musulmana sunnita, vivono soprattutto in Turchia. La loro
storia inizio in tempi remotissimi ma in particolare nel 1900 si sono susseguiti
importanti eventi storico - politici .
Nel 1920 La disgregazione dell'Impero Ottomano dopo la I Guerra Mondiale
riaccese nei Curdi la speranza di un autogoverno e il Trattato di Sèvres citò la
possibile creazione di uno stato curdo, ma la versione finale del Trattato di
Sèvres (1923 ) non contiene alcuna citazione sulla creazione di uno stato curdo
e i Curdi rimasero disgregati in vari Paesi.
Nel dicembre del 1945 in Iran venne creato uno stato curdo indipendente, che
crollò quando gli Iraniani ripresero possesso del territorio sei mesi dopo.
Nel febbraio del 1963 dopo un colpo di stato in Iraq, il governo promise ai
Curdi una maggiore autonomia, ma le promesse non vennero mantenute, queste
tensioni sfociarono nella formazione del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK)
ossia un sistema di reintegrazione di carattere politico-militare .
Nel 1974 dopo anni di scontri sporadici, l'Iraq concedette ai Curdi un'autonomia
limitata, ma poco dopo gli accordi vennero violati e la guerriglia si trasformò
in guerra e ondate di profughi curdi si riversarono in Iran.
Nel 1979 dopo la morte dello Shah, i Curdi fecero pressioni per l'autonomia in
Iran e l'Ayatollah Khomeini rispose ordinando al suo esercito di soffocare le
rivolte dei Curdi con la forza.
Nel 1984 i ribelli curdi, guidati dal PKK, iniziarono una lunga e violenta
campagna per l'autonomia in Turchia.
Il 28 febbraio 1991, al termine della Guerra del Golfo, i Curdi, incoraggiati
dal Presidente americano George Bush, iniziarono una violenta rivolta conto
l'Iraq. Saddam Hussein rispose con violenza e migliaia di Curdi fuggirono in
Iran e in Turchia. Le Nazioni Unite organizzarono massicci interventi per
aiutare i profughi.
Le ribellioni più ingenti , come si è potuto notare sono accadute in Turchia ed
in Iraq.
Infatti la Turchia è il Paese in cui la questione curda è più evidente agli
occhi del mondo e i 10 milioni di Curdi che vivono nelle province a sudest del
Paese sono divisi in numerose fazioni, la più nota delle quali è il Partito dei
Lavoratori del Kurdistan (PKK), un gruppo estremista. Si tratta di un gruppo
terrorista di ispirazione marxista leninista che è stato fondato in Siria nel
1974. Negli ultimi anni il Pkk si è reso responsabile del rapimento di numerosi
occidentali, tecnici e turisti, che sono comunque stati tutti liberati indenni.
Gli altri due partiti curdi, il Partito democratico curdo (il Pdk, fondato nel
1945 da Mustafa Barzani) e l'Unione patriottica del Kurdistan (Puk, di Jalal
Talabani) sono in Iraq e chiedono invece una larga autonomia, che hanno in parte
ottenuto grazie alla zona di esclusione aerea creata dall'ONU nel 1991. Dal
dicembre 1994 però Pdk e Puk, un tempo alleati, hanno cominciato a contendersi
militarmente il dominio della regione e il governo regio
nale curdo, istituito grazie alla protezione occidentale, è di fatto impotente
dinanzi alla guerra fratricida
Con lo scopo di destituire il governo democratico turco, il PKK combatte da più
di 10 anni; oltre 10 000 persone sono morte e il PKK è stato accusato non solo
dell'assassinio dei soldati governativi, ma anche di uomini politici,
insegnanti, giornalisti e altri Curdi in disaccordo con l'ideologia del gruppo
estremista.
Da parte sua, la Turchia ha avviato una guerra brutale contro il PKK e negli
anni '80 ha attuato una violenta campagna per sradicare la cultura curda e
integrare la popolazione. Il pericolo più grave di questo conflitto è che si
crei una spaccatura ancora più profonda tra i Curdi e il resto della società
turca; un segnale della polarizzazione è rappresentato dal fatto che i Turchi
accusano il popolo curdo di aver provocato l'inarrestabile guerra.
La situazione dei Curdi che vivono in Iraq, invece, si è aggravata in tempi
recenti. Negli anni '70 e '80 hanno combattuto, con il sostegno delle truppe
iraniane, contro il governo iracheno. Quando la guerra è terminata nel 1988, i
Curdi sono divenuti non solo il bersaglio delle ire di Saddam Hussein, ma anche,
ormai privi dell'aiuto iraniano, soggetti alla repressione anche in Iran.
Centinaia di migliaia di Curdi sono stati costretti a rifugiarsi nelle zone
arabe dell'Iraq perché i loro villaggi venivano attaccati con gas velenosi. Di
recente alcune fazioni di Curdi iracheni hanno aiutato la Turchia nella sua
lotta contro il PKK. Durante la guerra del Golfo i Curdi scatenarono una vera e
propria rivoluzione, che Saddam Hussein, al termine del conflitto, soffocò nel
sangue. Alcuni sopravvissuti fuggirono dal Paese mentre altri si rifugiarono in
enormi campi profughi tra le colline del Kurdistan e solo il divieto dell'ONU di
sorvolare la zona impedì agli aerei iracheni di continuare iloro attacchi.
Fortunatamente grazie all'intervento di protezione dell'ONU, i 3 milioni e mezzo
di Curdi iracheni hanno potuto costruire ospedali e creare la propria
legislatura, senza abbandonare la speranza di formare uno stato autonomo.
In conclusione per 3000 anni i Curdi hanno combattuto per formare uno stato
indipendente, ma la possibilità di realizzare il loro progetto rimane molto
lontana. Disgregata in una regione chiamata Kurdistan che comprende parte di
Iraq, Iran, Turchia, Siria. La popolazione curda, un tempo nomade, consta
attualmente di 20 milioni di persone. Ma descrivere i Curdi come un popolo il
cui solo desiderio è quello di ottenere l'autonomia sarebbe un errore; le
fazioni curde sono molte, così come i vari dialetti che parlano. In Iraq i Curdi
sono protetti dagli aerei statunitensi e alleati, in Iran lottano contro i
fondamentalisti islamici, e in Turchia, dove vive circa metà della popolazione
curda, alcuni cercano di cooperare con il governo, altri fomentano la guerra
civile.
Se la difficile questione curda non verrà risolta, i Curdi rimarranno vittime
dell'oppressione e continueranno a sfogare la loro rabbia in atti di violenza e
di terrorismo.
Testo a cura de: Il paradiso dello studente