Francesco Bacone, nato a Londra il 22 gennaio
1561, esprime il suo pensiero, nell'opera "Il sapere degli antichi": in primo
luogo la condanna del sapere di tipo magico e iniziatici che nel Rinascimento
aveva avuto grande ripresa, in favore di una scienza capace di essere compresa e
trasmessa a tutti, e coltivata per il bene dell'uomo, non più da singoli
detentori, ma da una collettività di dotti occupati ad elaborarla e diffonderla;
si poneva dunque il problema di un linguaggio adeguato, libero da ambiguità e
ornamenti retorici, e di qui la sua polemica contro le "favole degli antichi",
cioè una filosofia piena di immagini e di compiacimenti poetici, prodotta in
un'età fanciulla dell'umanità; era convinto, inoltre, che non erano gli antichi
i detentori di uno sterminato e misterioso sapere, ma i moderni, che potevano
fruire dei risultati di una più lunga tradizione, e contribuire ad accrescerla.
Bacone era entusiasticamente consapevole in un'epoca di rapido mutamento, in cui
le scoperte, esigevano in primo luogo l'intervento e l'organizzazione da parte
delle autorità politiche. Bacone chiederà accademie, biblioteche, finanziamento
della ricerca ai re di cui era consigliere. Bacone ha intravisto per primo il
potere che la scienza offre all'uomo sul mondo. Bacone ha concepito la scienza
come diretta a realizzare il dominio dell'uomo sulla natura, ha visto la
fecondità delle sue applicazioni pratiche.
Egli voleva rendere la scienza attiva e operante al servizio dell'uomo e la
concepì diretta alla costituzione di una tecnica che doveva dare all'uomo il
dominio di ogni parte del mondo naturale. Nella Nuova Atlantide, volle dare
l'idea di una città ideale, immaginando un paradiso della tecnica dove fossero
portate a compimento le invenzioni e i ritrovati di tutto il mondo.
In questo scritto, la Nuova Atlantide è descritta come un'enorme laboratorio
sperimentale, nel quale gli abitanti cercano di conoscere tutte le forze
nascoste della natura.
Secondo Bacone la scienza deve essere posta al servizio dell'uomo, e l'uomo deve
essere il ministro e interprete della natura. La scienza e la potenza umana
coincidono, l'ignoranza della causa rende impossibile conseguire l'effetto. La
natura si vince soltanto obbedendole, e ciò che nell'osservazione sta come
causa, nell'operare vale come regola.
Secondo Bacone l'esperimento rappresenta il connubio tra mente e universo, ma
questo connubio non si può celebrare finchè nella mente vagheggia l'errore e il
pregiudizio, che impediscono di interpretare la natura. Il compito preliminare
di Bacone è l'eliminazione delle anticipazioni.
Le anticipazioni, che si instaurano durante la vita dell'uomo, Bacone le chiama
idola tribus e idola specus: gli idola tribus sono comuni a tutti gli uomini,
gli idola specus sono propri di ciascun individuo.
Oltre a queste due specie di idoli, ci sono gli: idola fori e idola theatri.
Gli idola fori, sono generati dalle convenzioni umane che sono rese necessarie
nei rapporti fra gli uomini.
Gli idola theatri, derivano dalle dottrine filosofiche del passato, le dottrine
filosofiche, sono moltissime e Bacone non se ne propone la confutazione
particolare.
Secondo Bacone la verità è figlia del tempo.
Bacone ricorre al metodo induttivo, tale metodo si fonda su l'induzione e
l'eliminazione dei casi particolari, la scelta e l'induzione suppongono, in
primo luogo, la raccolta e la descrizione dei particolari.
L'induzione procede, con la registrazione su delle tavole , che trattano i
particolari aspetti di un fenomeno. Da questo punto, si procede, mettendo a
prova l'ipotesi fatta in successivi esperimenti, chiamate istanze prerogative.
Di queste istanze prerogative, che risulteranno molte, si estrae quella
decisiva, detta: istanza cruciale.
Bacone distingue in ogni fenomeno naturale, due aspetti: lo schematismo latente,
cioè la struttura dei corpi considerati statisticamente; e il processo latente,
cioè il movimento intrinseco dei corpi stessi che li porta alla realizzazione
della forma.
La forma assume nello stesso tempo una duplicità di significato che è inerente
alla duplicità di funzione. Bacone vede nella forma due strutture, la struttura
essenziale,che definisce un fenomeno; e la legge che regola il movimento di
generazione del fenomeno stesso.
Infine possiamo dire che la fiducia nella scienza come fonte di benessere per
l'uomo è trattata nell'opera incompiuta La Nuova Atlantide,che è il racconto
romanzesco di una utopia, di una città tecnologica.
Testo a cura de: Il paradiso dello studente