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Eccellente esempio di artista poliedrico rinascimentale, Antonio esordisce
come orafo, realizzando a partire dal 1475 la base per la croce d'argento
e una formella per l'altare del Battistero di San Giovanni (Firenze, Museo
dell'Opera del Duomo).
Allievo di Domenico Veneziano, subisce
anche l'influenza del Castagno e di Donatello. Insieme al fratello Piero
dipinge I Santi Giacomo, Vincenzo ed Eustachio (Firenze, Uffizi), il
Martirio di San Sebastiano (Londra, National Gallery) e una serie di
Fatiche di Ercole e l'Idra (Firenze, Uffizi). Altri suoi dipinti di
rilievo sono il San Michele Arcangelo (Firenze, Museo Bardini); l'Apollo e
Dafne (Londra, National Gallery); il Ritratto muliebre degli Uffizi e
quello del Museo Poldi Pezzoli di Milano; l'affresco con Nudi danzanti
(Firenze, Villa La Gallina).
A partire dal 1475 si dedica con
eccellenti risultati anche alla scultura, spesso coadiuvato dal fratello.
Celebri sono il gruppo bronzeo con Ercole e
Anteo (Firenze, Bargello) e i monumenti funebri per Sisto IV e di
Innocenzo VIII in Vaticano.
Testo a cura di:
Tribenet - La Tribł
italiana dell'Arte |