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 GIORGIONE (Castelfranco Veneto, 1477/78 - Venezia, 1510)
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 Biografie: Giorgione

 

 

Sulla breve carriera di Giorgione, una delle personalità più significative del Rinascimento veneziano, morto di peste poco più che trentenne, abbiamo poche e sporadiche notizie. Appassionato di musica e poesia, frequenta gli ambienti umanisti e i salotti delle migliori famiglie veneziane. Nella sua opera sono evidenti le influenze di Giovanni Bellini, Durer e Leonardo. Il suo stile, caratterizzato da un sempre maggiore predominio del colore sulla linea e la composizione, costituirà una delle cifre più caratterizzanti della pittura veneziana e sarà di esempio per molti artisti fra i quali Tiziano, Sebastiano del Piombo e Palma il Vecchio. Nelle opere tradizionalmente assegnate al periodo giovanile, come l'Adorazione dei pastori (Washington, National Gallery), la Giuditta (San Pietroburgo, Ermitage) e la Sacra Conversazione (Venezia, Gallerie dell'Accademia), Giorgione manifesta una spiccata attenzione alla luce e ai toni sfumati che compendia le coeve esperienze venete e toscane. Nei dipinti più maturi, nella pala con la Madonna col Bambino e i santi Liberale e Giorgio (Castelfranco, Veneto) e nelle due tavolette degli Uffizi con La prova di Mosè e Il giudizio di Salomone, il paesaggio e la magia evocativa della natura cominciano a prendere il sopravvento, fino a dominare completamente la figura umana, come accadrà nei capolavori successivi, la Tempesta (Venezia, Gallerie dell'Accademia) e i Tre filosofi (Vienna, Kunsthistorisches Museum). Nel 1508 Giorgione realizza un ciclo di affreschi per il Fondaco dei Tedeschi, di cui è rimasto solo un frammento che rappresenta un nudo femminile (Venezia, Gallerie dell'Accademia). Di grande suggestione sono i ritratti, fra i quali ricordiamo il Doppio ritratto Borgherini (Vienna, Kunsthistorisches Museum), e il Ritratto di capitano con scudiero (Firenze, Uffizi), di attribuzione incerta. Nelle ultime opere, Venere (Dresda, Gemäldegalerie), Concerto (Firenze, Galleria Palatina) e Concerto campestre (Parigi, Louvre), la tavolozza e di conseguenza le attribuzioni si mescolano con quelle dell'allievo Tiziano.
 

Testo a cura di: Tribenet - La Tribù italiana dell'Arte

 
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