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La
vicenda artistica di Annibale Carracci si articola in due fasi ben
distinte. Una prima legata all'attivitą con il fratello Agostino e il
cugino Ludovico, coi quali fonda a Bologna una celebre accademia e
realizza grandi cicli decorativi, come le Storie di Giasone in Palazzo
Fava e le Storie di Romolo in Palazzo Magnani, legati alle suggestioni
dell'ambiente manierista dell'Italia settentrionale.
Contemporaneamente, in dipinti di genere quali La bottega del macellaio
(Oxford, Christ Church), Il mangiafagioli (Roma, Galleria Colonna), l'Uomo
con scimmia (Uffizi) o mitologici come Venere, satiro e amorini (Uffizi),
Annibale tenta una propria e originale ricerca in direzione spiccatamente
naturalistica.
Il
1595 rappresenta una drastica svolta per l'artista, che si trasferisce a
Roma, dove negli affreschi del Palazzo Farnese con Le storie di Ercole e
Gli amori degli dei si esibisce in grandiose e animate composizioni, che
si aprono su squarci architettonici e cieli azzurri, prime codifiche della
rutilante decorazione barocca.
Testo a cura di:
Tribenet - La Tribł
italiana dell'Arte |
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