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Le prime notizie relative a questo grande
pittore senese lo rammentano (1278) intento a dipingere dodici casse per
la custodia di documenti dell'Ufficio della Biccherna del Comune di Siena,
andate successivamente perdute. Negli anni seguenti continua ad essere
citato come esecutore di opere per il Comune, nonostante sia conosciuto
come un cittadino particolarmente turbolento: restio a partecipare ad
azioni di guerra in Maremma, a prestare giuramento agli ordini del
Capitano del Popolo, e persino collegato a pratiche di stregoneria per le
quali gli viene comminata una multa nel 1302. Non sono invece documentati
gli eventuali spostamenti ipotizzati dagli studiosi per spiegare le
diverse componenti della sua cultura; se i viaggi ad Assisi e a Roma
sembrano molto probabili è più difficile sostenere la sua permanenza nel
Mediterraneo orientale e a Parigi dove il Duch de Sienne o il Duch le
Lombard citati in un testo potrebbe essere un omonimo del nostro pittore.
La data di morte, tra il 1318 e il 1319, va collegata verosimilmente
all'atto di rinuncia da parte dei sette figli all'eredità paterna. Perduti
i primi lavori per il Comune di Siena, l'opera più certa di questa fase
giovanile è la piccola Madonna di Crevole, oggi al Museo dell'Opera di
Siena. Seguono: la grande tavola con Maestà conosciuta coma Madonna
Rucellai, oggi agli Uffizi e per molti secoli ritenuta opera di Cimabue,
una vetrata circolare nell'abside del Duomo di Siena, la Madonna dei
francescani (Siena, Pinacoteca), la Maestà di Berna (Kunstmuseum), la
Madonna col Bambino e sei angeli della Galleria Nazionale di Perugia. Del
1308 è invece il primo documento che menziona la commissione della grande
tavola con Maestà conclusa nel 1311 per il Duomo di Siena, senza dubbio il
capolavoro assoluto di questo pittore; tenuto conto però dell'impegno
richiesto da un'opera di tale complessità, la critica attuale tende ad
anticiparne la data di inizio. Rimossa dall'altare maggiore del Duomo e
successivamente smembrata nel corso del Settecento, risulta sparsa nei
musei di tutto il mondo mentre il corpus principale è nel Museo dell'Opera
di Siena. Esso mostra un artista capace di rinnovare profondamente la
trama della pittura bizantina, attento al dato quotidiano e naturale reso
con una gamma cromatica di grande intensità. Sono ascrivibili agli ultimi
anni il Trittichetto della National Gallery di Londra e il Polittico n° 47
della Pinacoteca di Siena, molto compromesso quanto a conservazione e con
larghi apporti di bottega.
Testo a cura di:
Tribenet - La Tribù
italiana dell'Arte |
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