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ENRICO RUGGERI

Il 28 settembre
esce il doppio live album "La Vie en Rouge" che
contiene la registrazione di tutti i suoi maggiori successi con i nuovi
arrangiamenti e due brani inediti. Nello stesso periodo inaugura
il suo sito
ufficiale. Viene annunciata inoltre la pubblicazione del suo quinto
libro, un'autobiografia edita da Sperling & Kupfer scritta
insiema a Massimo Cotto, con interessanti ed inediti riferimenti
al mondo della musica italiana e dei suoi personaggi più
popolari.Tutti
i brani della "Vie en Rouge"
1. La vie
en rouge
2. Rien ne va plus
3. Certe donne
4. Quello che le donne non dicono
5. Bratiska
6. Il portiere di notte
7. Con la memoria
8. Il giudizio universale
9. Nuovo swing
10. Ulisse/Fango e stelle
11. Mistero
12. Peter Pan
13. Quante vite avrei voluto
14. Polvere
15. La bandiera
16. Vola Via
17. Gimondi e il cannibale
18. Prima del temporale
19. I dubbi dell'amore
20. Il futuro é un'ipotesi
21. Marta che parla con Dio
22. Anna e il freddo che ha
23. Il mare d'inverno
24. Contessa
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LA VIE EN ROUGE (Ruggeri si racconta)
Dalla tournée estiva di Enrico Ruggeri è stato tratto un album
live:"La vie
en rouge". Raccoglie due brani inediti e molti dei suoi successi
vestiti di
un nuovo arrangiamento,più melodico e dal ritmo meno duro.
Le canzoni, registrate durante i concerti di Cremona, Milano, Mosca e
Napoli, ripercorrono la storia artistica del cantautore: dalle storiche
"Polvere" e "Contessa", alle più recenti, come "Gimondi
e il cannibale".
Questo disco è un piccolo capolavoro che si distingue tra tanta musica
"commerciale" che si ascolta ai nostro giorni. Ruggeri riesce a fondere
delle
musiche bellissime con testi che sanno comunicare con immediatezza e
semplicità dei sentimenti molto profondi sfiorando in alcuni casi il
fascino della poesia.
Le due nuove canzoni appaiono piacevoli già al primo ascolto.Credo che
siano
molto autobiografiche e che in esse il nostro artista abbia voluto
esaminare
la sua vita fino ad adesso, tra ricordi, piccoli rimpianti e prospettive
future.
"La vie en rouge",che dà il titolo al "lavoro", ci
trasmette il messaggio di
rimanere sempre un vicini al bambino che è in noi, non lasciandoci cambiare troppo dal
passare
del tempo e dalle esperienze della vita. Di mantenere in noi la
spontaneità, i sogni, la fantasia che caratterizzano l'infanzia.
"Quante vite avrei voluto" ha un tono più malinconico:
davanti a
noi si
aprono infinite possibili esistenze e ognuno, vivendo la propria, assapora
alcuni aspetti della vita e ne ignora molti altri. Non potremo mai
conoscere
tutto, provare tutto. Ma dalle frasi finali," è un'avventura
meravigliosa la
mia vita però c'è sempre un'altra vita possibile nella vita",
emerge
la gioia
di vivere la propria vita e la consapevolezza di avere davanti ancora
nuove
esperienze, occasioni ed emozioni.
A cura di: Chiara Nanni
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