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Inaugurazione del Museo Diocesano "Giacomo Boccanera", 8 Dicembre
2004 a Camerino
Mercoledì 8 dicembre riapre, ampliato nelle sale ed arricchito di
opere, il Museo Diocesano di Camerino "Giacomo Boccanera" presso il
Palazzo Arcivescovile, contenente importanti opere d'arte sacra dei
secoli XIII-XVIII.
Il nostro
servizio >>>
Velázquez, Bernini, Luca Giordano
Le
Corti del Barocco
Roma, Scuderie
del Quirinale
13 febbraio -
2 maggio 2004
Dal 13
febbraio al 2 maggio 2004, sarà ospitata a Roma, presso le Scuderie
del Quirinale, la mostra "Velázquez, Bernini, Luca Giordano. Le
Corti del Barocco" a cura dello storico dell'arte spagnolo Fernando
Checa Cremades.
La mostra
individua e racconta le caratteristiche comuni del linguaggio
figurativo della "società cortigiana" nella Europa della seconda
metà del Seicento. Gli ambienti rappresentativi di quest'epoca sono
la Roma papale di Innocenzo X (1644-1665) e Alessandro VII
(1655-1667), le corti asburgiche di Madrid e Vienna con Filippo IV
(1650-1665) e Carlo II (1661-1700), la corte di Luigi XIV
(1643-1715) a Versailles. Alla creazione e alla diffusione di uno
stile, e di quello che Fernando Checa considera un linguaggio comune
tra le corti europee, contribuirono - come la mostra documenta con
ricchezza - i viaggi degli artisti di corte, il gusto per il
collezionismo dei grandi personaggi, le donazione di opere d'arte a
fini diplomatici, i grandi arazzi celebrativi e, in generale, la
comune passione per l'arte.
Il percorso
espositivo comprende oltre 170 opere provenienti da 77 enti
prestatori tra musei italiani ed esteri e collezioni pubbliche e
private. Filo conduttore dell'esposizione saranno i celebrati
artisti di corte - con le opere di Velázquez, di Bernini e di Luca
Giordano oltre che di Maratta, Baciccio, padre Pozzo e di grandi
artisti spagnoli come Juan Carreno de Miranda e Bautista Martinez
del Mazo (per citarne solo alcuni). Sarà possibile, infatti,
ammirare capolavori quali le grandi tele di Luca Giordano realizzate
per la corte spagnola, oggi conservate al Patrimonio Nacional di
Madrid; il "Ritratto dell'Infanta Margherita in abito rosa"
di Velázquez, proveniente dal Kunsthistorisches Museum di Vienna; il
"Ritratto della Regina Marianna d'Austria", "El Buffòn Don
Diego de Acedo, 'el primo", opere dello stesso Velazquez dalle
collezioni del Prado; "Filippo IV" dalla National Gallery di
Londra, "San Giacomo il Grande nella battaglia di Clavijo",
di Juan Carreno de Miranda dal Museum of Fine Art di Budapest e
tanti altri. Tutte opere - la maggior parte delle quali mai esposte
a Roma - che andavano a costituire, nel loro insieme, il grande e
complesso sistema decorativo dei palazzi del potere barocco di cui
avremo modo di vedere non solo i quadri e le sculture, ma anche le
acqueforti, le medaglie e i ritratti equestri, le incisioni, i
disegni relativi alle feste e alle celebrazioni pubbliche, i famosi
arazzi delle Manifactures des Gobelins e celebri pezzi d'arredo.
Particolarmente sorprendente sarà, infine, la sezione dedicata alla
Corte Pontificia, integrata, rispetto al progetto originale, dal
professor Claudio Strinati, Soprintendente Speciale per il Polo
Museale di Roma con la collaborazione dell'architetto Francesco
Petrucci, Conservatore del Palazzo Chigi in Ariccia. La mostra
dedica, infatti, una sezione specifica all'opera multiforme
dell'ultimo Bernini, artista fondamentalmente pubblico, legato alla
corte di papa Innocenzo X e alla produzione di opere urbanistiche di
carattere scenografico, ma, allo stesso tempo, con una forte vena
intimista qui messa a fuoco attraverso una serie di lavori - quasi
del tutto sconosciuti - di carattere profondamente spirituale.
Accanto ai tre
bozzetti in terracotta e ad un olio su carta quali studi preliminari
alla realizzazione della Fontana dei Fiumi di Piazza Navona, si avrà
modo di confrontare alcune delle più belle produzioni a carattere
religioso dell'artista: il "Christo Ligato", mai esposto, due
sorprendenti tele rappresentanti il "Christus Patiens" ed il
Cristo Deposto, il bellissimo Crocifisso dell'Escurial
ed il bronzo, inedito anch'esso, del "Cristo morto coronato di
spine", oltre ai due busti del Salvatore conservati
rispettivamente nella cattedrale di Sées (Francia) e nel convento di
San Sebastiano Fuori le Mura a Roma, quest'ultimo solo recentemente
attribuito e riconosciuto come ultima opera dell'artista ormai
ottantenne.
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