Premesso che non abbiamo niente contro gli extracomunitari
qui non è più una questione di punti di vista o di diversi atteggiamenti
politici la realtà è che dobbiamo confrontarci con oltre 5/6 milioni di
immigrati che crescono a ritmi vertiginosi tanto da mettere in crisi le stesse
strutture di accoglienza, che potranno diventare 20 milioni in pochi anni grazie
alle leggi sul riavvicinamento familiare.
Qualcuno stà sbagliando i conti e la situazione rischia di precipitare. Certo
sono in molti che speculano su questo traffico umano: mafie, scafisti, falsari,
imprenditori senza scrupoli, perfino la stampa, la politica e le strutture
preposte all'accoglienza. Ma non si può continuare di questo passo senza
rischiare di compromettere lo stato e la stessa identità nazionale.
Il costo di ogni immigrato clandestino al suo arrivo per la
comunità italiana è di molte migliaia di euro forse 15.000 ed è la somma di varie voci: sorveglianza marittima, prima
assistenza, trasporti, assistenza sanitaria, registrazioni ed identificazione, a
cui dovranno essere aggiunti in futuro scuola, sanità pubblica, abitazione e quant'altro.
Le nostre strutture principali come; sanità, giustizia e
carceri, difesa del territorio sono già al collasso i pronto soccorso degli
ospedali sono ormai usati come medici di base e gli sbarchi non accennano
a diminuire.
Alcuni fatti sono
comunque certi: nè l'Italia nè l'Europa possono ospitare tutti ( stiamo di fatto
privilegiando quelli che riescono ad infrangere le leggi ), l'Italia è già uno dei
paesi più densamente popolati in Europa, la cosiddetta integrazione è una
leggenda creata ad uso e consumo dei beoti, più crescono le comunità straniere e
minori sono le possibilità che questa si realizzi anche parzialmente, che non
esiste la minima reciprocità di immigrazione (ovvero loro vengono da noi ma
nessuno dei nostri va sul loro territorio ad integrarsi), che i cinesi esportati
non muoiono mai, che la qualità dei servizi forniti dallo
stato diminuisce in rapporto proporzionale al numero degli immigrati clandestini
che accedono agli stessi senza aver contribuito alla loro creazione, che il rischio
di reati cresce in proporzione al numero di abitanti privi di un effettivo
status sociale
( mancanza di documenti, di assicurazioni, di mezzi di sussistenza ), che le
periferie urbane ed i mezzi di trasporto delle principali città subiscono
l'impatto più pesante di questa invasione selvaggia e sono ormai preda libera, e
candelina sulla torta l'atteggiamento dei
politici e delle fonti di informazione di fronte al fenomeno è debole e sempre
in ritardo sugli eventi e le statistiche.
Ai nostri amministratori e comunicatori vogliamo solo ricordare che ci sono
volute guerre e milioni di morti per fare l'Italia, che ha scuola e nell'esercito
( noi il militare abbiamo dovuto farlo ) ci hanno insegnato che è stato
difficile costruirla e che bisogna difendere quella che ancora chiamiamo patria che è la sola
che abbiamo e che qui dovremo far crescere i nostri figli in libertà e
democrazia detto questo non crediamo che un'invasione caotica ed indiscriminata
sia il modo giusto per fare gli italiani nè un cosiddetto stato interraziale
(?).