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Analisi sui costi e ricavi pubblicitari
derivanti dal programma adsense di google, della attuale svendita degli spazi
degli affiliati e del relativo crollo dei rendimenti pubblicitari per i siti
che utilizzano il servizio Google adsense smentendo di fatto quanto affermato
nel precontratto di voler pagare quanto e più degli altri servizi di raccolta
pubblicitaria
Ormai da un anno e mezzo stiamo assistendo ad un crollo
verticale dei rendimenti ricavabili da click e visualizzazioni maturati sulla
pubblicità adsense fornita da Google.
La situazione, già da molti segnalata nel web, ha raggiunto in questo mese
limiti veramente inaccettabili andando di fatto a smentire Google stesso che
nelle pagine dedicate all'iscrizione testualmente recita:
"Riceverai una percentuale dell'importo pagato per le
attività eseguite sul tuo sito Web. Sebbene non divulghiamo l'entità esatta di
questa percentuale, il nostro obiettivo è di consentire ai publisher di
ricavare un reddito pari o superiore rispetto ad altre reti pubblicitarie."
Questa affermazione, "quantomeno sibillina", permette a Google un'
eccessiva possibilità di manovra (si potrebbe agevolmente parlare di
contratto leonino) cosa tollerabile purchè venga mantenuta la promessa di un reddito allineato
con le migliori performance di mercato.
I dati attuali però smentiscono questa promessa proponendo rendimenti spesso
inferiori del 50% rispetto ad altre reti pubblicitarie e non è una situazione
momentanea o stagionale visto che in poco meno di 18 mesi la redditività media
è crollata del 75% senza reali motivazioni di mercato e continua a scendere
con un trend annuo a dir poco fallimentare.
In buona sostanza i responsabili del programma adsense non
hanno tenuto in nessun conto gli interessi dei propri partner commerciali ma
hanno svenduto la loro pubblicità al fine di raccogliere una sempre maggior
messe di inserzionisti attratti da prezzi a saldo. Così come la qualità degli annunci
che vedono ormai presenti in forma massiccia anche dei concorrenti diretti di Google
che sfruttano la situazione comprando click a pochi spiccioli per rivenderli
direttamente ad almeno 3 volte quanto pagato.
Non vogliamo fare come come Davide contro Golia, ma quello crollato è solo il reddito degli affiliati visto che Google vola in borsa
ben oltre i suoi meriti economici e può permettersi di comprare il top dei concorrenti nel
mondo pubblicitario: DoubleClick con un investimento di oltre tre miliardi di dollari.
Si potrebbe addirittura ipotizzare che si svendono gli spazi degli affiliati
per mettere in difficoltà la concorrenza per poi rilevarla al meglio da una
posizione di assoluto dominio commerciale. Questo
mentre agli affiliati preoccupati viene consigliato di aumentare le presenze pubblicitarie
nelle pagine per cercare di compensare le perdite. Senza fornire altre
informazioni sulle strategie di vendita e sulla reale situazione commerciale
eludendo bellamente qualsiasi domanda diretta sul crollo dei rendimenti con buona pace della trasparenza
e collaborazione fra partner.
Di contro ottimizzare le pagine come proposto dai tecnici adsense "sporca" irrimediabilmente
l'immagine ed i contenuti di un portale e soprattutto non porta
automaticamente a nessun miglioramento nel reddito medio per click, forse ad
un aumento delle visualizzazioni dei merchand e del marchio Google, forse ad
un aumento percentuale di circa il 10% dei click, ma non certo ad un aumento
della loro qualità economica con nessun reale vantaggio per l'affiliato.
Quindi perchè proporlo come panacea di tutti i problemi economici che il
crollo così marcato degli incassi pubblicitari può causare in società esposte con investimenti e
personale?
Visto che oltretutto la presenza eccessiva della pubblicità adsense sembra
peggiorare l'indicizzazione sul motore di ricerca di Google stesso diminuendo
quindi le visite.
Chi, come noi, naviga in rete da qualche anno conosce bene Google
e ne ha seguito gli sviluppi, prima con il motore di ricerca, poi
con il suo approccio soft e geniale al mondo della pubblicità, creato
inventandosi un sistema di advertising alternativo,
testuale, non invasivo in grado di generare un mercato
pubblicitario amplissimo con una nicchia
dedicata anche ai
piccoli investitori, mai si sarebbe immaginato che Google comprasse
DoubleClick.
Dove porterà questa acquisizione? E' facile prevederlo: ad un
grande fratello della pubblicità nel web che chiede e sfrutta i contenuti
degli altri senza averne mai prodotti di propri, che sa veramente troppo di
tutto e tutti, ma soprattutto
che sfrutterà a fondo una vecchia forma di advertising, quella invasiva e
fastidiosa di banner e filmati
sempre più grandi ed animati che già
coprono alcuni portali e siti web
e che verranno certamente pubblicati a basso costo sulla
miriade di siti affiliati ad adsense.
Pensavamo che Google, pur traendo gran parte dei propri profitti dal mercato
pubblicitario, non fosse interessato a proporsi
così, ne che mettesse in difficoltà molti siti ricchi di contenuti editoriali
con una riduzione drastica dei loro introiti commerciali. Prepariamoci quindi
all' uscita di scena dei contenuti aggiornati e dell'informazione contestuale ed
aspettiamoci un web sempre più affollato di siti "vuoti" artificiali o precompilati, che da tempo google affilia tranquillamente, coperti dalla
solita pubblicità "regresso".
Da sempre sinceri sostenitori di Google... siamo francamente delusi
e sconcertati.
I commenti:
- I problemi con Google adsense per noi sono cominciati circa
due anni fà quando dopo un primo periodo di estrema serietà nelle
affiliazioni, il programma venne in pratica allargato a tutti (anche a siti
spamming o pseudo motori di ricerca con link falsi) inizialmente i click degli
affiliati vennero diversificati da quelli di google stesso e poi in
successione offerti a prezzi sempre più bassi grazie alla estrema
diversificazione delle parole chiave composte ed a sconti vari tutti da
chiarire. A nostro giudizio l'intera operazione è a danno degli affiliati e
vuole mettere in crisi la concorrenza nel settore pubblicitario facendo
"momentaneamente" crollare i prezzi. Anche sulla legalità della vendita a
rivenditori dei click abbiamo seri dubbi in fondo google svolge un mandato di
agenzia pubblicitaria e questa operazione soprattutto di fronte a valori di
vendita molto inferiori a quelli di mercato può far sorgere seri dubbi...!
- Pochi giorni dopo la pubblicazione di questo articolo arriva
il questionario di Google sulla soddisfazione degli affiliati. Vogliono sapere
di tutto di più sui vostri affari proprio loro che per contratto non
comunicano neanche i costi di vendita... mi raccomando ditegliene 4...
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