LOGINregistratidimenticato la password?
email psw
Se in questa pagina
riscontri dei problemi
inviaci una email
Home Video Arte Cultura Viaggi Spettacolo Sport Shopping Club Servizi




Simona Torretta e Simona Pari le italiane rapite in Iraq

 Pagina iniziale             

 

                        Collabora con noi

Artemotore attualità

Artemotore

Presenta

Diciamogliene 4

 

Rubrica di polemica sociale e critica indipendente che affronta temi nazionali e locali... perché non ne possiamo più, di ?quelli che controllano completamente l'informazione e vogliono farci credere che è libera... di dire quello che dovremo pensare...!?

 

Altri articoli pubblicati >>


Un nuovo testo sempre inedito... solo su www.artemotore.com !
 questo è solo un antipasto...e meditate gente meditate!

 

 

...E tu su cosa vorresti fare polemica?

Da Berlusconi ai No-global,
dall?eutanasia a Previti.

Noi siamo pronti quasi a tutto!
Contattate l?autore
E MAIL

Simona Torretta e Simona Pari le italiane rapite in Iraq

 

Ultime notizie

Siamo felici che il nostro pessimismo sia stato smentito e che le volontarie italiane siano salve e libere.

Però vogliamo toglierci un sassolino dalla scarpa su questo rapimento per molti versi anomalo.

Perchè anomalo, perchè esiste una lista di cosidette "spie" e viene detto pubblicamente, perchè siamo rimasti non poco sorpresi di vedere queste due ragazze a pochi minuti dalla loro liberazione sorridenti, col volto disteso e truccato, con i capelli in perfetto ordine, senza occhiaie e segni apparenti dei 15 giorni di detenzione, molti dei quali. secondo quanto risulta, bendate e legate immobili e sotto la minaccia di una morte orribile, con pacchi dono dei rapitori sottobraccio ed un aspetto ben diverso da quello di qualsiasi altro rapito in questa sporca avventura Irachena.

Non solo al loro arrivo in Italia con jet privato, autorità, media e quant' altro ad accoglierle nemmeno una parola di ringraziamento per il governo ed i cittadini italiani che tanto impegno ( manifestazioni, spot televisivi, denaro ed impegni internazionali ) hanno messo nel loro "salvataggio", ma solo parole benevole per il mondo mussulmano, quasi un sentimento amichevole e bonario verso i rapitori come se si fosse trattato di una vacanza esotica regali ed abiti locali compresi nel prezzo e con quel pizzico di avventura che da interesse al tutto, per finire la volontà di ritornare in Iraq al loro "lavoro" come se rapimenti ed uccisioni precedenti non le riguardassero.

Tutto quantomeno ambiguo e strano, quasi un copione già scritto, c'è di che pensarci su, forse anche di smettere di "mitizzare" casi come quello delle Simone di lasciare "finalmente in pace la pace" ed impegnare risorse, comunicazione ed energie verso chi ne ha realmente bisogno e dimostra di meritarlo.

 

Mentre sembrano sgonfiarsi le notizie sulla presunta esecuzione delle due italiane rapite in Iraq che vi avevamo annunciato fra i primi  nel nostro speciale sulla guerra in Iraq ed in mancanza di notizie certe sulla loro sorte vogliamo fare alcune considerazioni  su quanto Simona Torretta e Simona Pari facevano in Iraq.

Ora senza voler nulla togliere all'impegno di queste volontarie siamo rimasti perplessi nel constatare che l'associazione " un ponte per ", sconosciuta ai più, ed anche a chi scrive prima di questa vicenda gestisse con volontari appalti per miliardi pubblici su progetti ancor meno conosciuti dell'associazione stessa e curasse in Iraq anche due programmi finanziati in gran parte della regione Lombardia: uno per la salvaguardia del patrimonio librario della Biblioteca nazionale di Bagdad e uno per la formazione e l'aggiornamento dei medici iracheni che operano negli ospedali universitari della capitale irachena.

La Regione Lombardia ? dice il presidente Formigoni ? sostiene iniziative come queste e come tante altre che si stanno realizzando in tutto il mondo, perché ritiene che la messa in atto di questi programmi di cooperazione umanitaria internazionale sia un modo molto concreto per aiutare e dare più forza al dialogo, all'amicizia e all'integrazione tra i popoli. Le attività di carattere culturale, come quella sulla Biblioteca di Bagdad, rappresentano in particolare un fattore decisivo di identità e sviluppo sociale equilibrato e pacifico».
I due progetti finanziati dalla Regione sono realizzati dall?associazione «Un ponte per», associazione nella quale sono impegnate Simona Torretta e Simona Pari.

Il primo «La casa dei libri di Bagdad» è un progetto di durata biennale e ha per obiettivi la salvaguardia del patrimonio librario antico e moderno della Biblioteca nazionale e la catalogazione con metodologia informatica dei 500 mila tra libri e manoscritti posseduti dalla biblioteca.
Il costo complessivo del progetto è di 240 mila euro, finanziati per più della metà (150 mila euro) dalla Regione. Il secondo progetto, di durata annuale, riguarda invece la formazione e l?aggiornamento dei medici per migliorarne le capacità diagnostiche, terapeutiche e oncologiche. Il costo complessivo è di 68 mila euro, di cui 27 mila messi a disposizione dalla Lombardia.

Ora la nostra domanda è: vale la pena rischiare la vita di volontari ne specialisti ne militari su progetti almeno discutibili in un paese dove la situazione sociale e politica è più vicina alla guerra di fatto che non ad una difficile pace, soprattutto quando non si è realmente in grado di garantire la sicurezza di queste persone che nel loro entusiasmo altruistico sottovalutano i rischi ed i pericoli a cui si espongono.

Noi crediamo di no e pensiamo che le iniziative di associazioni volontarie e pacifiche siano possibili e finanziabili pubblicamente solo dove l'ordine sociale sia quantomeno garantito e si possa realmente contare sulla cooperazione delle popolazioni locali. La responsabilità di queste situazioni è quindi da una parte di chi dirige queste associazioni volontarie (a tale proposito, chi è il responsabile di "un ponte per"? chi dirige le operazioni di questa associazione? Perchè non è mai intervenuto nei mass media in questa situazione di crisi? dall'altra di quei politici che senza valutare opportunamente rischi e mezzi avvallano iniziative non di assoluta emergenza in zone militari finanziandole con mezzi pubblici.

 

| Artemotore propone | Artemotore acquista | Le stime | Ricerca midi | La chat | Sezione ricerche | I nostri link |