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ARTE POVERA Movimento artistico sviluppatosi in Italia nella seconda metà degli anni
Sessanta.
Il movimento nasce con l'intento di "impoverire" la rete di
segni di cui si serve la cultura quotidiana al fine di mettere pienamente
in luce gli archetipi su cui si regge.
Di qui l'impiego nelle opere d'arte
di materiali "poveri" quali terra, ferro, legno e stracci.
Altre
caratteristiche, che accomunarono il movimento alle contemporanee
esperienze concettuali, Pop Art, minimal e Land Art, furono il rilievo
artistico dato al momento della concezione e realizzazione dell'opera,
l'attenzione verso gli oggetti d'uso, le performances attraverso cui
coinvolgere gli spettatori e gli interventi sul paesaggio (nel suo pieno
rispetto).
Principali figure del movimento furono Michelangelo Pistoletto, Iannis Kounellis, Giovanni Anselmo, Giuseppe Penone, Giulio Paolini, Mario
Merz, Luciano Fabro e Gilberto Zorio.
Teorico del gruppo fu il critico
Germano Celant.
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