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E
NABIS Adattamento
del termine ebraico
"Nebiim", profeti o ispirati, Nabis è il termine che il Nabi Auguste Cazalis,
studioso di ebraico e lingue orientali, diede ad un piccolo gruppo di artisti francesi, attivi verso la fine del diciannovesimo
secolo, che si rifacevano al metodo pittorico di Paul Gaugain
alle decorazioni di Puvis de Chavannes, al Quattrocento
italiano e alle stampe giapponesi.
In realtà i Nabis sono affascinati dal mistero, dall'esoterismo e
dall'occultismo, dai risvolti magici della realtà che ci circonda.
Appartenenti al filone del simbolismo la loro teoria è
sintetizzata da un'affermazione di Maurice Denis, un membro del gruppo: un
quadro, prima di essere un cavallo, un nudo o un aneddoto, è essenzialmente una
superficie piatta ricoperta di colore.
L'idea è quella di una pittura che non sia riproduzione della realtà
visiva, bensì la ricomposizione della realtà sulla tela, guidati del sapere e
del sentire personali.
Le opere dei nabis sono caratterizzate da
ampie superfici riempite da forme e colori piatti. Oltre ai quadri, i nabis
produssero stampe, manifesti, illustrazioni per libri, disegni per tessuti,
scenografie e decorazioni per il teatro. Il movimento dei Nabis esordisce nel
1889 con un'esposizione al café Volpini ed organizza la sua prima mostra
ufficiale nel 1892. Il movimento Nabis si scioglie nel 1899. |