|
E
MINIMALISMO
Tendenza pittorica e scultorea sviluppatasi principalmente negli Stati Uniti
durante gli anni Sessanta e Settanta. Il termine venne usato per la prima volta
dal filosofo dell'arte inglese Richard Wollheim nel saggio intitolato appunto
"Minimal Art".
Come implicito nella definizione, l'arte minimalista è ridotta all'essenzialità;
è puramente astratta, oggettiva e anonima, libera da decorazioni superficiali o
gesti espressivi. Pittura e disegno minimalisti sono monocromatici, spesso
tracciati su griglie e matrici di origine matematica, eppure in grado di evocare
il senso del sublime e di stati esistenziali.
Gli scultori si servono di procedimenti e materiali industriali, come acciaio,
perspex, tubi fluorescenti, per ottenere forme geometriche, spesso prodotte in
serie. Tali sculture non puntano tanto sulla perfezione visiva, quanto
sull'esperienza di un contatto fisico con l'osservatore.
Il minimalismo può essere considerato una reazione all'espressionismo astratto,
tendenza dominante nell'arte moderna fino agli anni Cinquanta.
|