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Inaugurazione del Museo Diocesano ?Giacomo Boccanera?,
8 Dicembre 2004
Camerino
Mercoledì 8 dicembre riapre, ampliato nelle sale ed arricchito di opere,
il Museo Diocesano di Camerino ?Giacomo Boccanera? presso il Palazzo
Arcivescovile, contenente importanti opere d?arte sacra dei secoli
XIII-XVIII.
Realizzato a partire
dal 1965 dal prof. Giacomo Boccanera - scomparso nell?agosto scorso? il
museo fu chiuso al pubblico dal 26 settembre 1997 a seguito del
disastroso terremoto che danneggiò gravemente la città e in particolare
il palazzo arcivescovile. L?edificio, eretto dal vescovo Berardo
Bongiovanni nel 1574 sulle mura della città e su costruzioni medievali in
parte inglobate, è nel cuore della città, di fianco alla cattedrale e di
fronte al palazzo ducale, dal ?700 sede di rappresentanza della
Università. Le opere esposte provengono da chiese e proprietà
ecclesiastiche sparse in quella che resta la Diocesi più estesa delle
Marche e si avvalgono di un innovativo allestimento realizzato dallo
Studio Salmoni Architetti di Ancona, autore dell?intero progetto di rete
museale.
Il Museo Diocesano di
Camerino è il più ricco dei quattro musei - quello di Visso inaugurato il
30 luglio scorso, il Castello di Lanciano di Castelraimondo, ancora in
fase di restauro e quello civico di Camerino riaperto nel dicembre 1997
nell?ex convento di S. Domenico - che costituiscono la Rete dei Musei
Civici e Diocesani del territorio camerte. La rete, di nuova
costituzione, rientrante a sua volta nel progetto ?Rete museo diffuso
delle Marche?, è stata promossa dai comuni di Camerino, Castelraimondo e
Visso, dalla Arcidiocesi di Camerino-San Severino, dalla Università di
Camerino e dalla Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico e
demoetnoantropologico delle Marche. La realizzazione è stata resa
possibile dal finanziamento dell?Unione Europea e della Regione Marche (Docup
2000-2006, Obiettivo 2, Misura 3.2) e del generoso contributo della
Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata. La Rete
permetterà la visita dei quattro musei, usufruendo dei servizi integrati
di informazione, biglietteria e visite guidate.
Al centro della zona
montana della provincia di Macerata, la città di Camerino domina
dalla sommità del colle la grande conca detta appunto ?camerte?,
delimitata a sud-est dal massiccio dei Sibillini. Le bellezze naturali, i
monumenti artistici, le tradizioni culturali - la città è sede dal
medioevo di una delle più prestigiose Università italiane - fanno di
Camerino una meta turistica di singolare attrattiva.
Di remota origine italica, municipio
romano con propri magistrati, Camerino è sede vescovile già nel 465.
Capoluogo di ducato longobardo, di contea e marca franche, s?affaccia
precocemente alla vita comunale. Distrutta nel 1259 dall?esercito di
Manfredi, la città risorge ad opera di Gentile da Varano, che si manterrà
al potere su un vasto territorio fino al 1539, dopo aver raggiunto la
corona ducale.
Nei secoli XIV-XV Camerino gode di grande
splendore economico e culturale. A partire dal ?300 vi fiorisce una
importante Scuola pittorica - la scuola Camerte appunto- la più
importante per numero di maestri, durata nel tempo e intraprendenza. I
maestri di Camerino non solo apprendono ma trasmettono novità, lavorando
senza complessi provinciali a Firenze, Padova, Perugia, Roma, Napoli?
Artisti raffinati come Olivuccio di Ciccarello, Arcangelo di Cola,
Giovanni Boccati, Giovanni Angelo di Antonio, Girolamo di Giovanni,
l?ancora anonimo maestro del trittico del 1454, e molti altri riscoperti
di recente grazie agli studi preparatori della grande Mostra ?Il
Quattrocento a Camerino? tenuta in città nel 2002, sono presenti nel
Museo, insieme ad altri prestigiosissimi venuti da fuori, come ad esempio
Luca Signorelli, richiamati anche dalla munificenza di Giulio Cesare da
Varano. Anche Carlo Crivelli risiedette in città e produsse per la
cattedrale un?opera straordinaria come la ?Madonna della candeletta?. Di
grande suggestione le numerose sculture raccolte nel museo, fra le
quali si impongono quelle lignee policrome dei secoli XIV-XV, prodotte o
rifinite dai medesimi maestri impegnati come pittori. Le opere in mostra
non si arrestano al Rinascimento: vi compaiono bellissime tele dei secoli
XVI-XVIII, fra le quali ammalianti quelle attribuite al Reni, al Guercino,
al Trevisani. Raffinatissima la raccolta di oreficerie realizzate
da botteghe locali, tra le quali si distinguono croci astili, calici,
turiboli, la raccolta di vesti liturgiche, quella di tovaglie
risalenti al XV secolo, tessute nel territorio come rivelano le belle
bordure a disegni tipici. Tra le curiosità, una portantina settecentesca
coperta di telacerata per il trasporto dei vescovi.
L?inaugurazione del Museo avrà luogo il giorno dell?Immacolata, alle ore
17.30 nel palazzo Arcivescovile. Al saluto dell?Amministratore apostolico
mons. Giancarlo Vecerrica e del Sindaco di Camerino prof. Enzo Fanelli,
seguiranno gli interventi di uno storico dell?arte e dei rappresentanti
del Ministero dei Beni Culturali, della Soprintendenza, della Regione
Marche, della Fondazione CARIMA, della Provincia di Macerata. Il Museo
verrà quindi aperto per la prima visita guidata delle opere.
Coordinamento
dell?inaugurazione, comunicazione e ufficio Stampa:
Desìa, T. 051 5874258
oppure 335 1039019 (Dott.ssa Alessia Tanzi)
Comune di
Camerino: T. 0737-634711.
Sito Internet:
www.museiciviciediocesanimarche.it
Roberto Cioni |
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