Notizie dalle gallerie d'arte moderna
Agenda appuntamenti:
MOSTRE ED EVENTI IN PROGRAMMA
MOSTRA COLLETTIVA D'ARTE
TITOLO:
INTERFERENZE DA DECIFRARE
ARTISTI IN MOSTRA: EZIA MITOLO, RICCARDO NATILI, MARCO TAVAZZA,
RINO SESSA
DATE E ORARI: DAL 10 AL 24 GENNAIO 2004 ORE 16.00/20.00,
CHIUSO
LUNEDI E DOMENICA
INAUGURAZIONE: 10 GENNAIO h.18.30
LUOGO: GALLERIA GARD, VIA DEI CONCIATORI 3/i,
ROMA
PATROCINIO: COMUNE DI ROMA XI MUNICIPIO
INFO: 06.5759475, 06.4503836, 333.8693502
E-MAIL: soqquadro@interfree.it
Il titolo della mostra gioca ironicamente sulla cattiva usanza di alcuni
fruitori d'arte di chiedere il significato delle opere astratte.
Gli espositori elaborano una ricerca sull'astrazione definita "da
decifrare", proprio perché indecodificabile attraverso i normali
parametri dell'identificabile.
I quattro artisti che espongono interferiscono nelle ricerche gli uni
degli altri perché, utilizzando modalità espressive totalmente diverse, si
relazionano concettualmente tra loro.
Il lavoro di Ezia Mitolo è spesso collegato all'arte concettuale,
fatto di sculture che sono allo stesso tempo realtà dello spazio e nuclei
performativi. Di lei Lucia Cataldo ci dice: "Per Ezia Mitolo la figura
è il tramite di questa comunicazione: si impone come "perturbante" nello
spazio, invadendolo con l'immediatezza dell'immagine e la forza del segno.
Una presenza che sconvolge i termini della comunicazione visiva, ponendosi
al limite tra la forma figurale ed i territori non indagati
dell'inconscio, in cui le pulsioni più profonde, le paure sono
convulsamente legate"
Nel caso di Marco Tavazza, persino la tecnica utilizzata è diversa,
essendo egli l'unico fotografo in mostra; Tavazza è un fotografo molto
atipico, le sue immagini partono dal reale, come sempre accade davanti
all'obbiettivo, ma si spingono presto ben al di là del linguaggio
fotografico trasformandosi in opere che somigliano a veri e propri lavori
pittorici. Del suo lavoro è stato detto che: "Da particolari
sapientemente stanati l'artista ri-propone e ri-battezza la realtà
offrendone una visione così immateriale e così generosamente onirica da
indurci a generare ulteriori Sensi."
L'opera di Rino Sessa è da collocarsi pienamente nella pura ricerca
del primo futurismo. Di lui Marika Guerrini ci dice: "L'artista spinge
la propria sensibilità a cogliere il moto energetico creatore che, nel dar
vita "all'oggetto", attraversa linee forza, scomposizioni, esplosioni di
colore, luci, movimento in tempi e spazi di visione, in un'unità policroma
e polifonica dal forte impatto emotivo."
Per finire troviamo le vigorose ricerche effettuate da
Riccardo Natili, che gioca fortemente sull'uso del colore con le
tecniche tipiche dell'astrazione gestuale. L'artista pende ad esprimere
una creatività che si relaziona con il sentire dell'anima ed il bisogno di
estrinsecarsi di essa, mettendosi in comunicazione con il mondo con una
modalità che prevede, il mettersi a nudo dell'artista allo scopo di
instaurare una relazione quasi intima tra il creatore ed il fruitore
dell'opera.
ROBERTO PECCOLO
EDIZIONI E GALLERIA
piazza della Repubblica 12
fax / tel. + 39. 0586. 888509
e-mail:
galleriapeccolo@libero.it
mostra n. 275
MAGDALO MUSSIO
opere 1960 - 2004
sabato 20 dicembre 2003 - inaugurazione e
drink ore 18,30
dal 20 dicembre 2003 al 20 gennaio 2004 - orario galleria
10-13 / 16-20 esclusi festivi
Di famiglia fiorentina, Magdalo Mussio è nato
a Volterra nel 1925.
Dopo studi in Belle Arti e Architettura ed
alcuni viaggi all'estero,
agli inizi degli anni '50, comincia a
dipingere. Quadri chiari, bianchi
calcinosi, dove appaiono brandelli di
messaggi, scritte, lettere, parole,
frasi da un diario personale o brani di
poesie. Palinsesti dove scritture
e memorie letterarie si compenetrano,
convivono o si cancellano a vicenda
sulla superficie del quadro. In mostra opere
dei primi anni '60 insieme a dipinti
di questi ultimi anni a Pollenza (Macerata),
dove Mussio vive e lavora.
In catalogo riproduzioni delle opere esposte e
uno scritto di Flavio Ermini

Mercoledi 17
Dicembre alle ore 18,30 presso l'Associazione Leonardi V-Idea (Campetto
8a/5 Genova) inaugurerà la mostra "Omaggio alla Galleria La Polena" a cura
di Germano Beringheli, realizzata con il contributo della Provincia di
Genova.
La mostra sarà visitabile fino al 20 Gennaio 2004. Orario: dal Lunedi al Sabato ore 16,30 - 19,30. Per informazioni Tel. 010/2474576.
 E'
aperta dal 14 al 20 dicembre la mostra "IL PUNTO", personale di
Esmeralda Crea presso lo spazio "Lettere e Caffè" in V. S.
Francesco a Ripa 100 a Roma.
La nota scultrice espone dei lavori recenti realizzati con la tecnica di
incisione su lastre fotografiche.
Nel campo della scultura Esmeralda Crea ha al suo attivo un percorso
artistico che data dagli anni '70 ad oggi, divisibile essenzialmente in
tre periodi.
La mostra gode del Patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di
Roma e del Ministero dei Beni Culturali. E' possibile visitare
l'esposizione tutte le sere dalle 19.00 alle 22.00.L'inaugurazione avverrà
il 14 dicembre alle ore 18.30.
Info:
tel.06.5806446 @mail:
soqquadro@interfree.it

Galleria Miralli,
Portico della Giustizia - XII° sec., Via
San Lorenzo n. 57
Esposizione:
Palazzo Chigi, Via Chigi n. 15, 01100 Viterbo
Mostra personale di:
Vincenzo Balsamo
Periodo: 19 Dicembre 2003 - 11 Gennaio 2004
Inaugurazione: Venerdì 19 Dicembre ore 17,30
Titolo:
"L'improbabile identità del dogma"
Catalogo in
galleria testo di Ernesto d'Orsi "L'improbabile identità del dogma"
Orari Galleria Miralli: 10,30 - 12,30 -- 16,30 - 19,30
Tel: 0761/340820 cell. 349/0968679
Orari Palazzo Chigi: 16,30 - 19,30
La Galleria
Miralli, in collaborazione con il Comune di Viterbo - Assessorato alla
Cultura, presenta la mostra personale di Vincenzo Balsamo.
Vincenzo Balsamo presenta, in questa mostra personale di Viterbo, due
gruppi di lavori particolarmente significativi all'interno del suo
excursus artistico, che ha avuto inizio dagli anni '50.
A Palazzo
Chigi espone una trentina di olii, risalenti a questi ultimi anni, che
evidenziano con chiarezza che egli non ritiene essenziale per il suo
percorso creativo arrivare all'astrazione pura, alle forme geometriche più
rigorose e puriste, ma indica la sua disponibilità per l'impulso vitale,
per una continua variazione immaginativa, per il colore reso sensibile da
una luce che la superficie sfarinata della cromia, la quale non misconosce
memorie impressioniste, divisioniste - ama il tocco "diviso" di Segantini
e Pellizza - che sommano alle inquietudini di Mirò, Klee, Kandinsky, agli
automatismi di Tobey e Twombly.
Per Balsamo
la materia non vive alla stato grezzo, ma si dà al nostro sguardo come un
agglomerato di remotissime esperienze sedimentate nel tempo. Nella sua
scrittura pittura si notano frammenti minutissimi di residui organici di
pesci, insetti e larve, essi rivelano gli strati profondi dell'esistenza,
la parte più viva del nostro essere psichico e fisico, nel suo divenire
suono e "figura".
Al Portico
della Giustizia, XlI sec., sono invece esposte le belle carte (una decina
a partire dagli anni ottanta), in cui Balsamo cerca un difficile
equilibrio tra: colore, segno e immagine, tra memoria e tempo presente,
tra autobiografia, confessioni, tra vita vissuta e gioco. Esse esprimono
il pulsare dei giorni, la necessità di raccontarli in un "diario" segreto,
di sottile fase poetica.
A Balsamo
in fondo interessa esprimere una sua realtà, che non è visione frontale
del mondo visivo, ma sostanza del sentimento, desiderio di meditare in
silenzio e cercare la fluttuazione origine, luce e materia.
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