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Manifestazioni internazionali
La Biennale di Venezia
49. Esposizione Internazionale d?Arte
Platea dell?umanità
Plateau of Humankind
Plateau der Menschheit
Plateau de l?humanité
Direttore Harald Szeemann
Luogo Venezia, Giardini di Castello / Arsenale
(Corderie, Artiglierie, Gaggiandre, Isolotto, Tese delle Vergini, Giardino delle Vergini)
Vernice 6-7 giugno 2001 dalle 10 alle 20
8 giugno dalle 10 alle 14
Inaugurazione 9 giugno
Apertura al pubblico 10 giugno dalle ore 10
Periodo di apertura della mostra 10 giugno ? 4 novembre 2001
Orario dalle 10 alle 18
sabato dalle 10 alle 22
lunedì chiuso
Apertura speciale lunedì 11 giugno
Informazioni e Ufficio Stampa
Ufficio stampa la Biennale di Venezia
Ca? Giustinian, S. Marco
30124 Venezia
tel 041 5218861 - fax 041 5200569
e-mail pressoffice@labiennale.com
Flavia Fossa Margutti
Tel 041 5218846 - cellulare 348 7400788
Fax 041 2411407
e-mail fossam@labiennale.com
Catalogo Electa
Prezzi biglietti e tessere (2 sedi)
Biglietto intero Lire 25.000
Biglietto ridotto Lire 20.000
Giovani under 26 e studenti Lire 15.000
Gruppi (min. 15 persone, prenotazione obbligatoria) Lire 20.000
Gruppi studenti (min. 15 persone, prenotazione obbligatoria) Lire 12.000
Formula ?family? (2 adulti e 2 ragazzi under 14) Lire 60.000
Tessera individuale nominale (4 ingressi a scelta) Lire 45.000
Ingresso fino ai 6 anni gratuito
Notizie ed artisti della biennale di Venezia

Ministero per i Beni e le Attività Culturali Ministero per gli Affari Esteri
Museo Nazionale d?Arte Orientale Museo Nazionale d?Iran. Tehran
Istituto Italiano per l?Africa e l?Oriente
ANTICA PERSIA
I tesori del Museo Nazionale di Tehran
e la ricerca italiana in Iran
31 maggio - 29 luglio 2001
Museo Nazionale d?Arte Orientale
Roma, Via Merulana 248
Nel 1956 Roma inaugurò la prima mostra di arte persiana nelle sale che nel 1958 avrebbero ospitato il Museo Nazionale d?Arte Orientale, appena istituito; dopo 45 anni tornano nello stesso Museo i capolavori del Museo Nazionale di Tehran.
Si tratta senza dubbio della manifestazione culturale più importante del 2001, ospitata in Italia, non solo per la presenza di oggetti mai esposti all?Estero, ma per il significato politico che l?iniziativa riveste: si tratta infatti dei primi oggetti che il Museo Nazionale di Tehran invia ad una esposizione in Occidente, dall?inizio della rivoluzione Islamica.
La mostra "Antica Persia. I capolavori del Museo Nazionale di Tehran e la ricerca italiana in Iran" comprende 178 oggetti in terracotta, bronzo, argento, oro, vetro, pietra, che illustrano la cultura dell?Altopiano iranico dalla Preistoria al Periodo Islamico (5500 a.C. - X secolo d.C.).
La variegata cultura iranica delle fasi più antiche (Periodo Neolitico, Calcolitico, Età del Bronzo) è illustrata da ceramiche policrome e figurine in terracotta ed in alabastro, provenienti dai maggiori centri archeologici dell?Altopiano che forniscono un quadro esaustivo della cultura locale influenzata da un lato da quella mesopotamica (Iran Occidentale) e dall?altro da quella dell?Asia centrale (Iran Orientale), conferendo il ruolo di crocevia commerciale che l?Altopiano rivestirà anche nelle epoche più tarde. Tra i materiali presenti di notevole interesse risultano sei esemplari provenienti dal centro urbano di Shahr-i Sokhta (Sistan), centro scavato negli anni ?70 dalla Missione Archeologica Italiana dell?IsIAO (già IsMEO), di cui una parte del materiale archeologico è stato consegnato dalle autorità persiane, a seguito di accordo culturale, all?Italia in deposito permanente al Museo Nazionale d?Arte Orientale.
Il Periodo del Ferro (1450-550 a.C.), una delle fasi culturali più importanti per la presenza sull?altopiano delle prime culture indro-iraniche, e per il ruolo primario che la regione riveste nella lotta tra Assiria, Urartu ed Elam, è illustrato dagli importanti rinvenimenti necropolari del Gilan (Marlik Tepe) di Hasanlu e del cosiddetto Tesoro di Ziwiych con un piccolo lotto di avori incisi, considerati lavori originali assiri dell?Viii secolo a.C. e un bracciale maschile in oro a terminazione leonina. La sezione dedicata agli Imperi Achemenide, Pratico e Sasanide comprende importanti materiali in ceramica invetriata e numerosi oggetti in argento, portati alla luce alla fine degli anni ?90 in Iran meridionale (Fars). Particolarmente importanti i due frammenti di rilievo provenienti da Persepolis, un gruppo di sculture pratiche ed alcuni vetri sasanidi.
Completa la mostra un piccolo lotto di ceramiche invetriate, di metalli e di vetri islamici, datati al X secolo a.C.
Il catalogo della mostra "Antica Persia. I capolavori del Museo Nazionale di Tehran e la ricerca italiana in Iran", si configura come una pubblicazione particolare.
Non si tratta del solito catalogo relativo ad una manifestazione culturale di grande richiamo come può essere una mostra che presenta per la prima volta dopo trent?anni dall?inizio della Rivoluzione khomeinista una scelta dei capolavori di arte persiana conservati nel più importante Museo archeologico dell?Iran, ma anche di un omaggio all?attività italiana all?estero in campo culturale.
La prima parte del volume, riguarda l?attività archeologica e di restauro promossa dal prof. Giuseppe Tucci, isigne orientalista e Presidente dell?allora Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (IsMEO, oggi IsIAO) negli anni ?60 in Iran. I saggi infatti si focalizzano da un lato sull?attività archeologica italiana nella regione orientale che hanno portato alla scoperta di un importante città protostorica nel Sistan iranico (Shahr-i Sokhta), della prima città di epoca storica (Dahan.i Ghulaman, Periodo Achemenide) nella stessa regione, oltre a numerose ricognizioni di superficie che hanno individuato importanti centri di cultura partica e sasanide, dall?altro l?attività di restauro di importantissimi centri quali nel Fars Persepolis, la capitale Achemenide, uno dei più importanti monumenti dell?antichità dove il programma culturale e politico della dinastia che diede vita al primo impero universale trova sua cornice più monumentale, e Isfahan che ha comportato anche attività archeologica nell?importante moschea di Masjid-Jami.
La seconda parte del catalogo invece illustra la storia culturale dell?Altopiano, e fa da cornice storico-artistica ai 178 oggetti presentati da Museo Nazionale di Tehran, e alle collezioni permanenti di arte iranica del Museo Nazionale d?Arte Orientale, in parte inseriti nell?apparato illustrativo.
La variegata cultura iranica delle fasi più antiche (Neolitico, Calcolitico, Età del Bronzo) è illustrata da due saggi dedicati rispettivamente alle culture arcaiche dell?Iran occidentale e dell?Iran orientale, che gravitavano rispettivamente verso la Mesopotamia e verso l?Asia centrale. Intorno al 1800 a.C. i centri delle culture del Bronzo vengono distrutti o abbandonati e la cultura urbana ricomincia intorno al 1450 a.C. con una nuova cultura ceramica ed una nuova urbanizzazione i cui elementi architettonici testimoniano influssi da aree esterne all?Altopiano. Inizia così una delle fasi culturali più importanti: l?Età del Ferro che vede da un lato l?arrivo delle nuove popolazioni indo-iraniche (Medi e Persiani) e dall?altro il sorgere a nord della potenza urartea che porrà fine allo sviluppo culturale dell?importante centro di Hasanlu, i cui materiali archeologici testimoniano un fiorente commercio tra l?Asia centrale (perle di ambra) e l?Occidente (avori neo assiri e nord siriani) e le campagne militari assire condotte verso le regioni nord occidentali del paese per il controllo delle vie carovaniere. Il saggio riguarda la variegata cultura dell?Iran nord occidentale in questa fase ed il nascere di una importante produzione in metallo nota come "bronzi del Luristan".
L?avvento degli Archemenidi unifica per la prima volta il paese e le regioni confinanti dal Mediterraneo all?Indo nel primo impero universale dell?antichità, sconfitto soltanto da Alessandro Magno, che muore senza aver potuto vedere realizzato il sogno di unificare in un unico popolo iranici ed ellenistici.
Il suo impero minato da profondi disordini non sopravvisse al fondatore e fu in breve conquistato da un popolo nomade, noto come Parti. La loro cultura, a lungo interpretata come un ritorno ad un?arte popolare è stata oggi rivalutata grazie agli studi e ai ritrovamenti archeologici che hanno interessato l?intera regione iranica.
Il ritorno all?arte aulica dell?impero avviene sotto la dinastia sasanide che riannoda i legami interrotti dall?avvento partico con la dinastia Achemenide. Lo scontro tra i due imperi d?occidenti (Roma ) e d?Oriente (sasanidi) nel III secolo porta alla sconfitta di Roma e viene celebrato da numerosi rilievi rupestri dell?Iran sud occidentale. Il ricordo di tale evento in periodo tardo antico costantiniano produrrà nuovi frutti artistici in campo architettonico e nelle arti minori testimoniando ancora una volta la vitalità dell?arte iranica pre-islamica che elaborerà motivi e tecniche dell?arte sasanide.
Antica Persia. I tesori del Museo Nazionale di Tehran e la ricerca italiana in Iran, Roma, Museo Nazionale d?Arte Orientale (Palazzo Brancaccio), Via Merulana n. 248, dal 31 maggio al 29 luglio 2001. Orari: lunedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle ore 8.30 alle ore 14.00; martedì, giovedì, domenica e festivi dalle ore 8.30 alle ore 19.30. Chiuso il primo ed il terzo lunedì del mese. Ingresso lire 8.000, gratuito per i cittadini dell?Unione Europea minori di 18 anni, al di sopra dei 65 anni e per i docenti e studenti delle facoltà di Architettura, Conservazione dei Beni Culturali e della facoltà di Scienze Umanistiche.
Mostra realizzata sotto l?alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi e del Presidente della Repubblica Islamica dell?Iran, Seyyed Mohammed Khatami.
Enti promotori: Ministero per gli Affari Esteri, Ambasciata d?Italia nella Repubblica Islamica d?Iran.
Mostra a cura di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Museo Nazionale d?Arte Orientale, Istituto Italiano per l?Africa e l?Oriente.
Organizzazione per i Beni Culturali della Repubblica Islamica d?Iran, Ministero della Cultura e della Guida Islamica della Repubblica Islamica d?Iran, Museo Nazionale d?Iran - Tehran, Istituto Culturale dell?Ambasciata della repubblica Islamica d?Iran in Italia.
Catalogo: Edizioni de Luca.
Per informazioni: Museo Nazionale d?Arte Orientale tel. 06.4874415 - 06.4875077
Email: orientale@arti.beniculturali.it

Ministero degli Affari Esteri Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale
Fondazione Orestiadi Istituto di Alta Cultura
L?Islam in Sicilia
Tunisi, Dar Bach-Hamba
15 febbraio ? 15 marzo 2001
Giovedì 15 febbraio nel palazzo Dar Bach-Hamba di Tunisi si inaugurerà la mostra "L?Islam in Sicilia" sotto l?Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, e del Presidente della Repubblica Tunisina, Zine El Abidine Ben Ali, promossa dalla Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari Esteri e dall?Istituto di Alta Cultura della Fondazione Orestiadi, curata dall?islamista Umberto Scerrato.
La mostra accoglie una selezione rappresentativa dell?arte e della cultura islamica proveniente da diverse raccolte pubbliche e private, una ricca rassegna fotografica che presenta numerosi esempi di architettura e di paesaggio islamico nonché materiali provenienti dai recenti scavi effettuati in Sicilia.
Non è un caso che la mostra abbia come prima tappa espositiva la Tunisia da dove partì la spedizione degli Emiri Aghlabidi che sbarcò a Mazara del Vallo nell?827 iniziando l?ultima duratura, seppur non facile, conquista dell?Islam Arabo in Occidente.
I due secoli di dominio musulmano in Sicilia furono determinanti per la realtà del luogo e nel complesso sono da ricordare come un momento particolarmente prospero. La riconquista della Sicilia alla cristianità ad opera dei Normanni prese circa trent?anni (dal 1061 al 1091): nel 1072 caddero la Medina e Palermo, la città per eccellenza della Sicilia musulmana, e dalla fine dell?XI secolo alcuni documenti riferiscono l?ampia e diffusa rovina apportata dai Normanni durante la conquista, devastazioni che però probabilmente si riferiscono più alle campagne e ai loro casali che alle grandi città.
Ciò che non cessa di stupire è che l?Islam in soli due secoli abbia lasciato una tangibile eredità nella cultura dell?isola.
Alcuni esempi dei cambiamenti e delle innovazioni che la cultura islamica apportò alla realtà siciliana sono: lo smembramento del latifondo bizantino, le sistemazioni agricole con pratiche agrarie più redditizie, lo sviluppo di metodi e tecniche di irrigazione e di sistemi idraulici (come gli acquedotti sotterranei di Palermo), l?introduzione di nuove colture (canna da zucchero, canapa, papiro, riso, palma da dattero, gelso, cotone, aranci e limoni) e specie vegetali (carciofo, spinaci, melone d?inverno e probabilmente anche melanzane).
Purtroppo dopo l?opera monumentale di Michele Amari sui Musulmani di Sicilia, fino a non molto tempo fa ben poco si era aggiunto. Ma da almeno un decennio è iniziata una ricerca archeologica che si preannuncia ricca di risultati.
Con la mostra ?L?Islam in Sicilia? si vuole iniziare un processo di rivisitazione di quel momento storico importante non solo per la caratterizzazione della Sicilia ma anche per il resto d?Italia e dell?Europa latina che usciva dalla barbarie.
Saranno esposti preziosi reperti storici, oggetti di manifattura islamica fra cui, ceramiche, metalli, una magnifica serie di steli funerarie con iscrizioni islamiche. Inoltre saranno esposti alcuni calchi (ad esempio quello della iscrizione trilingue che ricorda l?installazione di un orologio ad acqua nel 1142 murata a palazzo dei Normanni), plastici dei sistemi di irrigazione, modelli di Qanat e un?ampia documentazione fotografica dei principali siti architettonici siciliani, dalla Cuba alla Cappella Palatina. La mostra sarà arricchita da gigantografie, tavole illustrative sui vari settori di ricerca, che costituiranno le sezioni della mostra finale a Palermo, e CD rom interattivi.
Sarà anche esposta una riproduzione in corde e rame del soffitto ligneo della Cappella Palatina di Palermo, un progetto degli architetti Stalker ideato e realizzato appositamente per la mostra "L?Islam in Sicilia".
Da Tunisi, "L?Islam in Sicilia" si sposterà in diverse città del Mediterraneo per approdare nella sua veste più completa a Palermo, nel dicembre di quest?anno; ogni sede arricchirà la mostra con reperti dei musei del luogo.
In occasione della mostra sarà pubblicata una guida in italiano, francese e arabo.
La mostra è stata realizzata anche grazie al contributo del Ministero della Cultura Tunisino, dell?Assessorato Regionale P.I. e BB CC della Regione Siciliana, del Comune di Palermo, della Provincia Regionale di Trapani e di Telecom Italia.
Artemotore non è responsabile per eventuali cambiamenti
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