Ottanta
le opere, pitture e sculture, in mostra. Il percorso si muove dal ?Futurismo
primi anni '10?, con opere di Boccioni, Balla, Severini, Romani, Dudreville,
Prampolini, Depero, al ?Futurismo secondi anni ?10? (Balla, Depero,
Dottori, Magnelli, Evola), ?Futurismo anni ?20? (Prampolini, Evola, Fillia),
?Futurismo anni ?30? (Prampolini, Dottori, Fillia, Oriani),
?Concretismo anni '30? (Reggiani, Licini, Soldati, Rho, Magnelli,
Munari, Radice, Melotti, Fontana),
?Scultura anni ?40-?50? (Viani, Franchina, Mastroianni), ?Movimento
Arte Concreta anni ?40-?50? (Magnelli, Reggiani, Soldati, Conte,
Munari, Berti, Nativi, Barisani, Bonfanti, Nigro, Veronesi), ?Sviluppi di
?Forma? anni ?50? (Dorazio,
Turcato, Accardi, Sanfilìppo, Perilli, Consagra), ?Astratto-Concreto anni
?50? (Afro, Corpora, Birolli, Santomaso, Sadun, Vedova, Brunori),
?Spazialismo anni ?40-?50? (Fontana, Crippa, De Luigi, Tancredi, Guidi,
Finzi), ?Informale anni ?50? (Burri, Moreni, Scarpitta, Vedova, Mannucci,
Franchina, Mirko, Scanavino, Vacchi, Leoncillo, ?Segno e Materia a Roma anni
'50? (Prampolìni, Cagli, Capogrossi, Scialoja, Lazzari, Guerrini, Colla).
Approfondimenti
sono dedicati in catalogo e in mostra anche alla moda e alla musica,
indagando i punti di incontro tra i movimenti artistici in discipline tra loro
diverse.
Non
v?e dubbio che il Futurismo apra sulla scena dell?arte italiana la
problematica del contemporaneo; vale a dire di quella profonda innovazione
della sensibilità e della visione del mondo che costituisce la novità
rivoluzionaria della cultura artistica del XX secolo rispetto al passato,
anche recente. Ed è nell'ambito del Futurismo che si formulano per la prima
volta in Italia ipotesi di quella che comunemente è detta "arte
astratta", cioè sostanzialmente non figurativa.
Entro
le vicende del Futurismo - che sono appena state ricostruite nella loro
articolata, vicenda evolutiva, lungo oltre un trentennio, dalla grande mostra
realizzata in Palazzo delle Esposizioni - corre dalla prima metà degli anni
Dieci un filo rosso di attenzioni all'elaborazione di immagini non-figurative.
E ciò costituisce la premessa dialettica di una vicenda, che prende più
esplicitamente autonoma consistenza nel Concretismo durante gli anni Trenta,
ma che si articola poi in posizioni assai diversificate, e persino tra di loro
distanti, fra gli anni Quaranta e Cinquanta, pur sotto il segno dominante
dell?egemonia dell?Informale.
E?
un percorso essenzialmente d'avanguardia che attraversa le vicende dell?arte
italiana del primo Novecento, ed entro il quale i tramandi sono più
dialettici e persino a volte antagonistici piuttosto che pianamente diretti.
Ed è questo percorso
che, per
la prima
volta con
altrettanta attenzione, la
mostra intende ricostruire, documentando sinteticamente attraverso opere
esemplari il lavoro dei protagonisti, in differenti passaggi e momenti della
ricerca. Vale a dire quella vicenda di forte tensione innovativa che si è
sviluppata nell?arte italiana del primo
Novecento,
appunto dal Futurismo, nel cui ambito si formula tempestivamente una
possibilità
di "arte astratta", alle prime ed alle ulteriori formulazioni
dell?Astrattismo, dal Concretismo all'Informale.
Fondazione
Cassa di Risparmio di Roma
Museo
del Corso (via del Corso, 320)
A cura di Enrico Crispolti con la collaborazione di Marco
Tonelli
Comitato Scientifico: Enrico Crispolti, Gillo Dorfles,
Bonizza Giordani Aragno, Daniele Lombardi, Marco Tonelli, Mario Verdone.
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