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impressionismo ed impressionisti: Monet. i luoghi della pittura

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Mostra e convegno internazionale su Claude Monet."I luoghi della pittura" Treviso casa dei Carraresi con 90 opere in mostra fino al 17 febbraio 2002 

Mostra
Claude Monet

Le informazioni:

A Treviso, dal 29 settembre 2001 al 17 febbraio 2002, Monet, con la prima, vera e organica mostra che in Italia si sia mai dedicata al grande impressionista.

In Casa dei Carraresi saranno riuniti 90 straordinari dipinti (1.200 miliardi, l'incredibile valore assicurativo), a documentare un percorso del tutto particolare, come mai si è fatto finora. Progetto e cura della mostra, organizzata da Linea d'ombra per conto della Fondazione Cassamarca, sono di Marco Goldin affiancato da un comitato scientifico internazionale composto da Valentina Anker, Richard R. Brettell, Fabrizio D'Amico, Stephen Eisenman, Alexandra Murphy, Rodolphe Rapetti, MaryAnne Stevens, Charles F. Stuckey.

MONET

Convegno Internazionale

Treviso, Casa dei Carraresi, 16 e 17 gennaio 2002

 

Novità di rilievo sono attese dal convegno internazionale di studi su Claude Monet che si terrà a  Treviso, il 16 e 17 gennaio, parallelamente alla fortunata esposizione che sul grande impressionista  è allestita, sino al 17 febbraio,  in Casa dei Carraresi.

L'incontro internazionale, ideato da Rodolphe Rapetti, MaryAnne Stevens, Michael Zimmermann con la collaborazione di Marco Goldin, rientra nelle attività del Centro studi sull'impressionismo e la pittura della seconda metà dell'Ottocento costituito dalla Fondazione Cassamarca e da Linea d'Ombra.

A confrontarsi nelle tre sessioni di lavoro saranno una ventina di studiosi di diversi Paesi; tra essi alcuni dei massimi specialisti mondiali su Monet e l'Impressionismo.

Nell'assise trevigiana saranno presentati molti studi recenti che consentiranno una messa a fuoco migliore, e per certi aspetti inedita, della figura di Monet.

Molto atteso è, ad esempio,  il dibattito, moderato da Rodolphe Rapetti, sul tema "Monet e la pratica pittorica", in particolare per la presentazione di nuove indagini che riguardano le opere tarde del Maestro, opere che presentano concreti problemi di datazione. E' appurato, infatti, come Monet, anziano e quasi cieco, ponesse, in alcuni casi, mano ad opere incompiute prelevate dal proprio atelier e risalenti anche a molti anni prima, per ritoccarle, ridipingerle. Gli esisti delle analisi approfondite sulla tecnica pittorica di queste tarde ridipinture e la rimozione che di esse si tende a fare, saranno presentate a Treviso da Renate Woudhuysen (Cambridge), che si è soffermata sulla celebre sequenza del "Sentiero dei roseti" (di cui a Treviso sono in mostra tre spettacolari esempi). MaryAnne Stevens (Londra) approfondirà l'argomento nella sua relazione dedicata a "L'opera tarda di Monet: quadri ritoccati, quadri incompiuti, problemi di datazione", aspetti che, viste anche le enormi quotazioni delle opere del Maestro, non sono di poco conto.

Con interesse particolare è attesa anche la presentazione del risultato dei recenti studi che Anne Distel (Parigi) ha compiuto sul lungo carteggio, mai prima approfonditamente indagato, intercorso tra Monet e il premio Nobel per la Pace barone d'Estournelles de Costant (1852-1924), una lunga corrispondenza che delinea un Monet "politicamente impegnato", uomo di "sinistra", aperto e sensibile alle idee socialiste.

La sessione di apertura è dedicata a "Monet e l'Italia" (moderatore Fabrizio D'Amico, Roma) e indagherà, naturalmente,  il rapporto tra Monet e l'arte italiana tra Otto e Novecento.

 

L'ingresso al convegno è libero.

 

Per informazioni:
Linea d'Ombra tel. 0438.412647 info@lineadombra.it

 

L'esposizione

Monet. I luoghi della pittura consente di approfondire la conoscenza del grande Maestro francese lungo un itinerario che è sì geografico, ma anche del cuore. A sottolineare il suo desiderio di stare sempre davanti alla natura, anzi di esserne intimamente parte, fibra egli stesso del più vasto divenire delle cose.

E nonostante la terribile concorrenza di altre nove mostre che nel mondo vengono dedicate a Monet, assolutamente positiva è stata la risposta delle istituzioni pubbliche e private in tutti e cinque i continenti, con oltre 40 musei prestatori e prestigiose collezioni private e Fondazioni solitamente non disponibili al prestito.

Tra tutti, non dimenticando che sono oltre dieci i musei americani coinvolti, spicca la collaborazione del Musée d'Orsay di Parigi, che ha scelto di premiare l'alto profilo scientifico dell'esposizione con il prestito di ben 8 quadri, tra cui alcuni capolavori consacrati come Il bacino delle ninfee, Il Bacino di Argenteuil, La stazione di Saint-Lazare. Per il resto, le opere provengono davvero da ogni angolo del mondo, tanto che i trasporti propongono non pochi problemi di coordinamento: si va dall'Argentina al Brasile, dal Cile al Messico, dall'Ungheria alla Germania, dalla Svizzera alla Norvegia, dalla Serbia alla Lettonia, dal Sud Africa all'Egitto, dall'Algeria al Canada, dall'Inghilterra al Giappone, dal Galles alla Francia fino agli Stati Uniti.

Numerose sono le opere che propongono delle particolarità: dalla grande Ninfea del Liceo Claude Monet di Parigi, per la prima volta al di fuori della sua sede naturale e che poi, lì rientrando, sarà inamovibile e definitivamente collocata. Da un'altra Ninfea, anch'essa prestata per la prima volta dal Museo del Cairo. O la Cattedrale dal Museo di Belgrado, che non esce da quel museo addirittura dal 1922. Oltre al quadro catalogato nel Wildenstein (catalogo generale di Monet) con il numero 1, un Paesaggio di Normandia del 1858. O ancora un inedito Chiatte sulla Senna, esposta dunque e pubblicata per la prima volta, comunque già periziata dall'Istituto Wildenstein e inserita negli addenda del catalogo generale.

A documentare un percorso che è stato instancabile peregrinare geografico, così come crescita di un nuovo linguaggio artistico gravido di sviluppi fondamentali per l'arte contemporanea tutta, l'esposizione di Treviso ripercorrerà, anche attraverso materiale documentario inedito, e con l'ausilio di un catalogo ricco di nuovi, preziosi contributi (saranno quasi venti i saggi, oltre alla schedatura critica di tutte le opere esposte), le tappe formative di questo straordinario artista. Scoprendone quell'unità di fondo che è possibile leggere, al di là delle diversità tecniche e formali degli esiti, in un inesausto amore di conoscenza per il tramite supremo della natura.

Molto curato l'aspetto dei "servizi aggiuntivi alla Mostra"; si va dalle tradizionali visite guidate, ai laboratori didattici (che forniranno il materiale per una mostra ed un catalogo dedicati ai lavori eseguiti dai bambini e ragazzi partecipanti), all'animazione dei più piccoli, con tecniche di disegno, mentre i genitori visitano la mostra. Una serie di itinerari a Treviso e nella Marca Trevigiana possono essere scelti e prenotati (a prezzi convenzionati) per aggiungere alla mostra il piacere di scoprire o approfondire la conoscenza di un territorio tra i più belli d'Italia.

All'interno di Casa dei Carraresi, in una zona appositamente predisposta, sarà inoltre già possibile prenotare biglietti, visite guidate e laboratori didattici per la grande mostra che si aprirà il 9 novembre 2002, L'impressionismo e l'età di Van Gogh. La rivoluzione di un'arte nuova.

Parallelamente alla mostra su Monet, Casa dei Carraresi ospita una iniziativa originale "Musei nel museo", mostra e centro di documentazione per consentire ai visitatori di saperne di più sui tesori conservati nei grandi musei che hanno concesso i prestiti alla mostra. Il 23 e 24 novembre, in concomitanza con La settimana dei Musei del mondo, ogni rappresentante illustrerà le collezioni e le iniziative del proprio museo attraverso video e immagini.

Dopo tre anni di grandi esposizioni internazionali, che hanno consacrato il ruolo della Fondazione Cassamarca e di Linea d'ombra nella promozione e nell'organizzazione di vaste rassegne pittoriche, che hanno ottenuto notevolissimo consenso, è venuto il momento di lanciare un programma quinquennale (2001-2005) che ruota attorno alla cultura figurativa dell'impressionismo. Programma che si svilupperà sia attraverso mostre di carattere monografico, sia attraverso mostre di natura tematica e di ricostruzione storica. A questo aspetto propriamente espositivo se ne affiancherà un secondo, dal momento che Fondazione Cassamarca e Linea d'ombra hanno da poco costituito un "Centro studi sull'impressionismo e sulla pittura del secondo Ottocento", che tra l'altro promuoverà, dal 17 al 19 gennaio 2002, tre giornate di studio su Monet, con interventi dei maggiori specialisti mondiali della materia. Gli atti del convegno saranno pubblicati da Linea d'ombra libri che edita anche il catalogo della mostra su Monet.

 

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