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Severini "Danza
futurista"
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La
danza ha sempre estratto dalla vita i suoi ritmi e le sue forme. Gli stupori e
gli spaventi che agitarono l'umanità nascente davanti all'incomprensibile ed
intricatissimo universo, si ritrovano nelle prime danze che dovevano
naturalmente essere danze sacre.
Le prime danze
orientali pervase dal terrore religioso erano pantomime ritmate e simboliche che
riproducevano ingenuamente il movimento rotatorio degli astri. La «ronda»
nasce cosí. I diversi passi e i gesti del prete cattolico nel celebrare la
messa derivano da queste prime danze ed hanno lo stesso simbolo astronomico.
Le danze cambogiane e
javanesi si distinguono per la loro eleganza architettonica e la loro
regolarità matematica. Sono lenti bassorilievi in marcia.
Le danze arabe e
persiane sono invece lascive: impercettibili fremiti delle anche accompagnati da
un battito monotono di mani o di tamburo; sussulti spasmodici e convulsioni
isteriche della danza del ventre; enormi balzi furenti di danze sudanesi. Sono
tutte variazioni sull'unico motivo di un uomo seduto a gambe incrociate e di una
donna seminuda che con abili mosse cerca di persuaderlo all'atto d'amore.
Morto e sepolto il
glorioso balletto italiano, incominciarono in Europa stilizzazioni di danze
selvagge, elegantizzazioni di danze esotiche e modernizzazioni di danze antiche.
Pepe rosso parigino + cimiero + scudo + lancia + estasi davanti a idoli che non
significano piú nulla + ondulazioni di cosce montmartroises = anacronismo
erotico passatista per forestieri.
Prima della guerra a
Parigi si raffinavano le danze sud-americane: tango argentino spasmodico
furente, zamacueca del Chile, maxixe brasiliana, santafé
del Paraguay. Quest'ultima danza descrive le evoluzioni galanti di un maschio
ardente e audace intorno ad una femmina attirante e seduttrice che egli
finalmente afferra con un balzo fulmineo e trascina con sé in un valzer
vertiginoso.
Molto interessante
artisticamente il balletto russo organizzato dal Diaghilew, che modernizza i
balli popolari russi con una meravigliosa fusione di musica e danza, penetrate
l'una nell'altra, e dà allo spettatore un'espressione perfetta e originale
della forza essenziale della razza.
Col Nijnsky appare
per la prima volta la geometria pura della danza liberata dalla mimica e senza
l'eccitazione sessuale. Abbiamo la divinità della muscolatura.
Isadora Duncan crea
la danza libera, senza preparazione mimica, trascurando la muscolatura e
l'euritmia, per concedere tutto all'espressione passionale, all'ardore aereo dei
passi. Ma essa in fondo non si propone che di intensificare, arricchire,
modulare in mille modi diversi il ritmo di un corpo di donna che languidamente
rifiuta, languidamente invoca, languidamente accetta e languidamente rimpiange
il maschio donatore di felicità erotiche.
Isadora
Duncan, che
io ebbi molte volte il piacere di ammirare nelle sue libere improvvisazioni fra
i tendaggi di fumo madreperlaceo del suo atelier, quando danzava in libertà,
spensieratamente, come si parla, si desidera, si ama, si piange, su una arietta
qualsiasi, anche volgare, come quella di Mariette, ma petite Mariette
strimpellata su un pianoforte, non riesciva a dare che emozioni complicatissime
di nostalgia disperata, di voluttà spasmodica e di giocondità, infantilmente
femminile.
Vi sono molti punti
di contatto tra l'arte di Isadora Duncan e l'impressionismo pittorico, come pure
tra l'arte del Nijnsky e le costruzioni di forme e di volumi di Cézanne.
Cosí, naturalmente,
sotto l'influenza delle ricerche cubiste e in particolar modo di Picasso, si
creò una danza di volumi geometrizzati e indipendenti quasi dalla musica. La
danza diventò un'arte autonoma, equivalente della musica. La danza non subiva
piú la musica, la rimpiazzava.
Valentine de
Saint-Point concepí una danza astratta e metafisica che doveva tradurre il
pensiero puro senza sentimentalità e senza ardore sessuale. La sua métachorie
è costituita da poesie mimate e danzate. Disgraziatamente sono poesie
passatiste che navigano nella vecchia sensibilità greca e medievale; astrazioni
danzate ma statiche, aride, fredde e senza emozione. Perché privarsi
dell'elemento vivificatore della mimica? Perché mettersi un elmo merovingio e
velarsi gli occhi? La sensibilità di queste danze risulta monotona limitata
elementare e tediosamente avvolta nella vecchia atmosfera assurda delle
mitologie paurose che oggi non significano piú nulla. Geometria fredda di pose
che non hanno nulla a che fare con la grande sensibilità dinamica simultanea
della vita moderna.
Con intenti molto
piú moderni il Dalcroze ha creato una ginnastica ritmica molto
interessante, che limita però i suoi effetti alla igiene dei muscoli e alla
descrizione dei lavori agresti.
Noi futuristi
preferiamo Loie-Füller e il cake-walk dei negri (utilizzazione della
luce elettrica e meccanicità).
Bisogna superare le
possibilità muscolari, e tendere nella danza a quell'ideale corpo
moltiplicato dal motore che noi abbiamo sognato da molto tempo. Bisogna
imitare con i gesti i movimenti delle macchine; fare una corte assidua ai
volanti, alle ruote, agli stantuffi; preparare cosí la fusione dell'uomo con la
macchina, giungere al metallismo della danza futurista.
La musica è
fondamentalmente e incurabilmente passatista e perciò difficilmente
utilizzabile nella danza futurista. Il rumore, essendo il risultato dello
strofinamento o dell'urto di solidi, liquidi o gas in velocità, è diventato
mediante l'onomatopeia uno degli elementi piú dinamici della poesia futurista.
Il rumore è il linguaggio della nuova vita umano-meccanica. La danza futurista
sarà dunque accompagnata da rumori organizzati e dall'orchestra degli
intonarumori inventati da Luigi Russolo.
La danza futurista
sarà:
- disarmonica
- sgarbata
antigraziosa
- asimmetrica
- sintetica
- dinamica
- parolibera
In questa nostra
epoca futurista, mentre piú di venti milioni di uomini formano con le loro
linee di battaglia una fantastica via lattea di stelle-shrapnels esplose che
fascia la terra; mentre la Macchina e i Grandi Esplosivi, collaborando con la
guerra hanno centuplicato la forza delle razze costringendole a dare il massimo
rendimento di audacia, d'istinto e di resistenza muscolare, la danza futurista
italiana non può avere altro scopo che immensificare l'eroismo, dominatore di
metalli e fuso con le divine macchine di velocità e di guerra.
Io traggo dunque le
tre prime danze futuriste dai tre meccanismi di guerra: lo shrapnel, la
mitragliatrice e l'aeroplano.
danza
dello shrapnel
PARTE PRIMA
Voglio
dare la fusione della montagna con la parabola dello shrapnel. La fusione della
canzone umana carnale col rumore meccanico dello shrapnel. Dare la sintesi
ideale della guerra: un alpino che canta spensierato sotto una volta
ininterrotta di shrapnels.
1.
movimento. Con i piedi
marcare il tum-tum del proiettile che esce dalla bocca del cannone.
2.
movimento. Con le braccia
aperte descrivere con velocità moderata la lunga parabola fischiante dello
shrapnel che passa sulla testa del combattente quando esplode troppo in alto o
dietro di lui. La danzatrice mostrerà un cartello stampato in azzurro: Corto
a destra.
3.
movimento. Con le mani
(ornate di lunghissimi ditali argentei) alzate e aperte, molto in alto, dare
l'esplosione argentea fiera beata dello shrapnel nel paaaak. La
danzatrice mostrerà un cartello stampato in azzurro: Lungo a sinistra.
Poi mostrerà un altro cartello stampato in argenteo: Non scivolare sul
ghiaccio. Sinovite.
4.
movimento. Con la
vibrazione di tutto il corpo, le ondulazioni delle anche e i movimenti natatorii
delle braccia, dare le ondate e il flusso e riflusso e i moti concentrici degli
echi nei golfi, nelle rade e su i pendii delle montagne. La danzatrice mostrerà
un cartello stampato in nero: Corvée d'acqua; un altro cartello
stampato in nero: Corvée di rancio; un altro ancora stampato in nero: I
muli la posta.
5.
movimento. Con piccoli
colpi saltellanti delle mani e una attitudine sospesa, estatica del corpo,
esprimere la calma indifferente e sempre idilliaca della natura e il cip-cip-cip
degli uccelli. La danzatrice mostrerà un cartello stampato in caratteri
disordinati: 300 metri allo scoperto. Poi un altro con il rosso: 15
gradi sotto zero, 800 metri rosso feroce soave.
PARTE SECONDA
6.
movimento. Passo lento,
disinvolto e spensierato degli alpini che marciano cantando sotto le parabole
successive e accanite degli shrapnels. La danzatrice accenderà una sigaretta
mentre delle voci nascoste canteranno una delle tante canzoni di guerra:
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il
comandante del sesto alpini
incomincia
a sbombardar... |
7.
movimento. L'ondulazione
con la quale la danzatrice esprimerà questo canto di guerra sarà interrotta
dal movimento 2. (parabola fischiante dello shrapnel).
8.
movimento. L'ondulazione
con la quale la danzatrice continuerà ad esprimere il canto di guerra sarà
interrotta dal movimento 3. (esplosione dello shrapnel in alto).
9.
movimento. L'ondulazione
sarà interrotta dal movimento 4. (ondate degli echi).
10.
movimento. L'ondulazione
sarà interrotta dal movimento 5. (cip-cip-cip degli uccelli nella
placidità della natura).
danza
della mitragliatrice
Voglio
dare la carnalità italiana dell'urlo Savoia! che si lacera e muore
eroicamente a brandelli contro il laminatoio meccanico geometrico inesorabile
del fuoco di mitragliatrice.
1.
movimento. Con i piedi (le
braccia tese in avanti) dare il martellamento meccanico della mitragliatrice tap-tap-tap-tap-tap.
La danzatrice mostrerà con gesto rapido un carrello stampato in rosso: nemico
a 700 metri.
2.
movimento. Con le mani
arrotondate a coppa (una piena di rose bianche, l'altra piena di rose rosse)
imitare lo sbocciare violento e continuo del fuoco fuori dalle canne della
mitragliatrice. La danzatrice avrà fra le labbra una grande orchidea bianca e
mostrerà un cartello stampato in rosso: nemico a 500 metri.
3.
movimento. Con le braccia
aperte descrivere il ventaglio girante e innaffiante dei proiettili.
4.
movimento. Lento girare
del corpo, mentre i piedi martellano sul legno dell'impiantito.
5.
movimento. Accompagnare
con slanci violenti del corpo in avanti il grido di Savoiaaaaaa!
6.
movimento. La danzatrice,
carponi, imiterà la forma della mitragliatrice, nera-argentea sotto la sua
cintura-nastro di cartucce. Il braccio teso in avanti agiterà febbrilmente
l'orchidea bianca e rossa come una canna durante lo sparo.
danza
dell'aviatrice
La
danzatrice danzerà sopra una grande carta geografica violentemente colorata (4
metri quadrati) sulla quale saranno indicati a grandi caratteri visibilissimi le
montagne, i boschi, i fiumi, le geometrie delle campagne, i grandi nodi stradali
delle città, il mare.
La danzatrice deve
formare una palpitazione continua di veli azzurri. Sul petto, a guisa di fiore,
una grande elica di celluloide che per la sua natura stessa vibrerà ad ogni
movimento del corpo. Il viso bianchissimo sotto un cappello bianco in forma di
monoplano.
1.
movimento. La danzatrice,
pancia a terra, sul tappeto-carta geografica simulerà con sussulti e
ondeggiamenti del corpo i tentativi successivi che fa un aeroplano per
sollevarsi. Poi avanzerà carponi e ad un tratto balzerà in piedi, le braccia
aperte, il corpo ritto ma tutto agitato da fremiti.
2.
movimento. La danzatrice,
sempre ritta, agiterà un cartello stampato in azzurro: 300 metri - 3 vortici
- salire. Poi, subito dopo, un secondo cartello: 600 metri - evitare
montagna.
3.
movimento. La danzatrice
accumulerà molte stoffe verdi per simulare una montagna verde, poi la
scavalcherà con un salto. Riapparirà diritta, braccia aperte, tutta vibrante.
4.
movimento. La danzatrice,
tutta vibrante, agiterà davanti a sé, in alto, un grande sole di cartone
dorato e farà un giro velocissimo, fingendo d'inseguirlo (frenetico meccanico
spasmodico).
5.
movimento. Con dei rumori
organizzati imitare la pioggia e i sibili del vento e con continue
interruzioni della luce elettrica imitare i lampi. Intanto la danzatrice
solleverà un telaio ricoperto di carta velina rossa in forma di nuvola al
tramonto e lo sfonderà attraversandolo con un salto agile (lento a grandi
ondate malinconiche).
6.
movimento. La danzatrice
agiterà davanti a sé un altro telaio ricoperto di carta velina blu-scuro,
forma e colore di notte stellata. La danzatrice lo attraverserà, sfondandolo.
Poi cospargerà il suolo intorno a sé di stelle d'oro (allegro spensierato
ironico).
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