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N
Naif
»
Con il termine Naïf
(parola francese che corrisponde all'italiano ingenuo, primitivo) ci si
riferisce ad un atteggiamento estetico-espressivo dell'artista nei confronti
dell'opera. Caratteri di fondo dell'arte Naïf sono una certa estraneità alla
storia, una creatività istintiva, non colta, una visione positiva della
natura. L'arte Naïf non va confusa con l'arte popolare, nè col folklore, o
con l'arte infantile o manicomiale. Dal punto di vista della storia
dell'arte, la pittura Naïf si può far cominciare con i quadri di H. Rousseau
esposti al Salon des Indépendants del 1886. Questa nuova arte viene guardata
con interesse da Kandiskij e dagli artisti del Blaue Reiter. Gli elementi che
rimangono costanti nell'arte Naïf dei vari paesi (in Italia vanno ricordati
O. Metelli, A. Ligabue, Rosina Viva, B. Passotti, Covili), sono il gusto per
la narrazione animata, la semplificazione dei tratti decorativi, un certo
surrealismo misticheggiante e onirico, il cromatismo vivace e irreale.
Naos
» Cella del tempio
greco in cui si trovava la statua della divinità. Era rettangolare e divisa
in due da una fila di colonne nei templi più antichi; nel periodo classico,
invece, era divisa in tre navate da file di colonne.
Natura morta
» Composizione pittorica che rappresenta frutti, fiori, oggetti vari;
questo genere era diffuso soprattutto dal XVII sec.
Navata »
Suddivisione di una chiesa, nel senso longitudinale, per mezzo di colonne o
pilastri; in genere la navata centrale è sempre più ampia e più alta di
quelle laterali.
Necropoli
» Termine che in greco significa «città dei morti»; indica un insieme
di antichi sepolcri.
Nicchia
» Incavo semicircolare ricavato in una parete per collocarvi una statua o
un altro oggetto ornamentale.
Novecento
»
Il Novecento è
un movimento artistico che investe sia le arti figurative che la letteratura
e la musica, negli anni '20 e '30 del nostro secolo. Si inserisce nel
generale clima del "ritorno all'ordine", ispirandosi alle forme pure e nette
dei Primitivi già esaltati dalla forma-volume di Valori Plastici. I soggetti
preferiti erano la natura morta, il paesaggio, il ritratto, e scene di vita
quotidiana fissate in una dimensione immobile e atemporale. Nel campo della
pittura i suoi inizi vanno fatti risalire alla mostra del 1922 alla Galleria
Pesaro di Milano, dove espongono artisti quali A. Funi, E. Malerba, P.
Marussig, U. Oppi e M. Sironi. Il movimento ha la consacrazione ufficiale
alla Biennale di Venezia del 1924, e si afferma decisamente con la Prima e
Seconda Mostra del Novecento Italiano, svoltesi a Milano nel 1926 e 1929. Il
principale sostegno teorico veniva dato da M. Sarfatti, che cerca di definire
l'intero movimento. Tuttavia questo rimane composito, riunendo artisti di
varia tendenza, che infatti prendono posizioni differenti rispetto ai valori
epico-popolari imposti dal regime fascista negli anni Trenta.
Nuraghe
» Abitazioni
fortificate a
forma tronco-conica, caratteristiche della Sardegna preistorica, formate da
grossi blocchi di pietra; erano le dimore dei capi.
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