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100 OPERE DI GRANDI AUTORI EUROPEI ESPOSTE PRESSO
LA CASA DEI CARRARESI PER LA MOSTRA:
Da Van Gogh a Bacon l'arte europea in
mostra a Treviso
La Casa dei Carraresi, di Treviso, ospita la
sezione della mostra dedicata alla grande pittura europea, con oltre 100
opere esposte. Un allestimento, studiato per questa importante
circostanza, accoglierà il visitatore, che sarà condotto attraverso un
itinerario storico e didattico nelle varie sale, fino a quelle adiacenti
della Casa dei Brittoni, dove la mostra trova il suo punto finale.
In ambito europeo, l'attenzione del curatore si è volta principalmente
all'arte francese, tralasciando invece l'Espressionismo e in genere
tutta la pittura di area tedesca. Mentre al Tassi è propria una
predilezione per l'arte dell'Ottocento in Inghilterra, un amore deciso per
l'Informale e per talune, figure di artisti isolati soprattutto nel
secondo Novecento.
A questo schema è dunque fedele la mostra nella sua
sezione di Treviso, con un inizio riservato all'opera di Turner, in
Inghilterra, prima di toccare il suo cuore più vero, la pittura
dell'Ottocento in Francia.
Dapprima Delacroix, Géricault, poi Millet, Théodore
Rousseau, quindi Corot e una sezione con quattro dipinti di Courbet.
Si passa quindi a Manet, Bazille, Boudin, Caillebotte,
Degas, Pissarro, Renoir, Sisley, poi Gauguin,
Van Gogh, Cézanne, Rousseau il Doganiere. Ma al
centro di tutto, il pittore che ha toccato in modo indelebile i pensieri
del critico: Claude Monet, con otto dipinti che ne rappresentano
per intero le caratteristiche di stile e di poesia, testimonianza della
sua lunghissima operosità.
Subito dopo, le immagini di Monet e Cézanne, si entra
nel XX secolo, con i lavori di alcuni tra i pittori che hanno saputo
tracciare il percorso dell'arte dentro il Novecento: Picasso, Braque,
Klee, Kandinsky,
Matisse, Modigliani, Derain.
Di ognuno di loro la mostra presenta opere scelte, a cominciare da un
capolavoro di Modigliani del Musée Picasso di Parigi.
Ma è poi con l'attenzione verso figure solitarie e
grandissime, che si manifesta l'approccio più vero del curatore per il
nuovo secolo. Pittori che difficilmente si possono considerare
appartenenti a una scuola, a un gruppo, ma che, ugualmente, fanno da soli
la struttura più autentica di questi decenni in Europa. A cominciare da Edvard
Munch, per proseguire con Bonnard, Nolde, Permeke,
Vallotton, Soutine, per approdare all'Informale di Fautrier,
de Staël, Wols, Tapies; e ancora Giacometti, Balthus,
Varlin, Sutherland, Bacon. Esperienze talvolta
linguisticamente distanti tra loro, ma solo apparentemente in contrasto
unite invece dall'aderenza vera alle cose, dall'emozione per il tempo che
trascorre, dalla conquista dello spazio non solo come un fatto fisico e
naturalistico ma come espressione dello spirito.

Una mostra "affresco di un epoca" certo interessante, ma con serie lacune
sia nei confronti dell'espressionismo tedesco la cui opera viene saltata a
piè pari, sia verso l'opera dei futuristi italiani. Movimenti
fondamentali per la comprensione del XX secolo, per finire l'assenza di De
Chirico, con la sua opera metafisica, fra i grandi isolati è veramente una carenza
ingiustificabile
soprattutto in una mostra Italiana.
Roberto Cioni
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